Eddie Guerrero se n’è andato il 13 novembre di esattamente 20 anni fa: oggi lo ricordiamo raccontando un po’ della sua storia.
Ciao amici di The Shield Of Wrestling, io sono Dominic e in questo nuovo appuntamento con “Catch con sottotitoli” vi parlerò dell’ascesa nel mondo del wrestling del Latino Heat e di come abbia scelto la sua mossa finale, la Frog Splash.
Eddie Guerrero, figlio di Gory Guerrero (wrestler che militava nel circuito messicano e nei territori texani della NWA), intraprese le orme del padre volendosi cimentare nella carriera di wrestler. La prima federazione per cui lavora è la EMLL (oggi CMLL). Dopo svariati anni passati in questa federazione avviene il cambio: passa in AAA e, tra un tour in Giappone e l’altro, trova in El Hijo del Santo un partner per lottare nella divisione Tag Team.
I primi successi in AAA per Eddie Guerrero
I due nepo baby usano a loro vantaggio quello che i loro padri hanno creato negli anni ’50 e, lottando insieme, si assicurano spazio televisivo. Insieme formeranno la Pareja Atómica. Per tutta la prima parte del 1993 i due passeranno il tempo a farsi spazio nella categoria a squadre.
Nella seconda parte dello stesso anno avrà inizio la faida che ha caratterizzato la AAA nei suoi primi anni di vita: il Latino Heat tradisce El Hijo del Santo e trova un nuovo partner/amico per la sua avventura messicana, “Love Machine” Art Barr.
I due wrestler diventarono anti-messicani: ring attire a stelle e strisce e uno stile più incentrato su quello che succedeva nel Nord America la facevano da padrone. Risse tra il pubblico e scorrettezze, e non più voli e salti. I due wrestler diventarono in pochissimo tempo l’act più odiato che si potesse creare. La faida tra la Pareja del Terror ed El Hijo del Santo ebbe inizio; il figlio di El Santo, rimasto da solo, trovò conforto nell’aiuto di Octagon.

La Pareja del Terror stava cannibalizzando la scena Tag Team, mentre la controparte dei babyface, capitanata da El Hijo del Santo, aveva una shot per i titoli. Il 5 novembre 1993 i buoni vincono, ma come ben presto vedremo sarà solo la prima parte di una faida di lunghezza annuale. I titoli continuarono a sfuggire di mano ai Gringos Locos, che continuavano a provarci sin da quel 5 novembre 1993 che li aveva visti uscire sconfitti.
Arriviamo a luglio del 1994, quando un altro tassello fu aggiunto a questa storia. In un match che ad oggi risulta introvabile, El Hijo del Santo e Octagon persero i titoli consegnandoli a Eddie Guerrero e “Love Machine”. L’unica cosa che è possibile reperire da qualche fonte è quella che ci dice che i due Gringos Locos vinsero l’incontro grazie a un arbitro corrotto (una cosa che succede spesso da quelle parti: quando Kenny Omega e Andrade si sfidarono in AAA fu usata la stessa chiave narrativa).
L’atto finale: La Pareja del Terror vs El Hijo del Santo e Octagon, 6/11/1994
L’atto finale andò in onda un anno esatto dal primo atto: il 6 novembre 1994 va in scena, a detta di molti, il più grande incontro di Lucha Libre della storia.
Siamo nel primo PPV interpromozionale tra la AAA e una federazione americana (la WCW), il primo grande evento targato Lucha Libre va in onda a Los Angeles e i Gringos Locos devono affrontare El Hijo del Santo e Octagon in un doppio main event che li vede battagliarsi in una stipulazione che mette in palio maschere e capelli.
L’incontro è un 2 out of 3 falls ad eliminazione, quindi il match non si ferma al primo schienamento: per segnare un punto bisogna schienare entrambi i wrestler.
Nella prima parte del match Eddie Guerrero schiena El Hijo del Santo e poi Love Machine schiena Octagon: il match va sull’1-0 per la fazione dei cattivi. Octagon, di tutta risposta, in pochi minuti schiena sia il Latino Heat che il suo compagno e il match torna sull’1-1.
La Pareja del Terror, conscia che sia Octagon quello da far fuori per primo, prende vantaggio nel match quando Art Barr fa una piledriver a Octagon e lo mette KO. In Messico questa mossa è bandita, essendo molto pericolosa, e “la Jarocha”, per il colpo subito, viene portato via in barella.
El Hijo del Santo deve fronteggiare un 2 vs 1 e provare a portare a casa l’incontro, anche e soprattutto per non perdere la maschera, segno di vanto per la sua famiglia. Incredibilmente, anche per mancata comunicazione dei suoi avversari, il figlio di El Santo riesce a ribaltare la contesa e schiena entrambi i lottatori. Il post-match dell’incontro vede i due lottatori dei Gringos Locos radersi i capelli a centro ring.
Il ricordo di un amico e la nascita della Frog Splash
Sono passati 17 giorni da quello stupendo main event che ha visto purtroppo perdere Eddie Guerrero, ma è proprio quando si è raggiunto un apice a lavoro che la vita vera ti riporta bruscamente nella realtà. Il suo compagno di squadra, “Love Machine” Art Barr, muore all’età di 28 anni per problemi cardiaci legati alla droga.
Tutto quello che di bello fu fatto nell’ultimo anno fu interrotto all’improvviso: la faida si interruppe e i titoli furono resi vacanti. Eddie Guerrero quindi scelse di fare l’unica cosa possibile per onorare il suo amico appena scomparso: usare la sua mossa finale per ricordarlo ogni volta che salirà sul quadrato. Perché sì, la Frog Splash originariamente non era una mossa di Guerrero ma del suo compagno di Tag Team. È così che, da quel fine novembre del 1994, il futuro Latino Heat porterà con sé il suo amico, omaggiandolo ogni volta che poteva.

No Way Out 2004, la coronazione di un sogno e la chiusura di un cerchio
Facciamo un grande salto in avanti. Il 15 febbraio 2004, siamo a Daly City, in California, davanti a 11.000 persone. Eddie Guerrero, dopo una storia di resurrezione, sconfiggendo i propri demoni dovuti ad anni di dipendenza da droghe, licenziamenti e riassunzioni, può finalmente coronare il suo sogno: diventare campione mondiale WWE.
Il campione in carica è Brock Lesnar: i pronostici non sono di sicuro a suo favore, visto che The Beast è fisicamente più dominante, più giovane e per certi versi dotato di un’agilità che non sfigurava nemmeno di fronte a uno come il Latino Heat.
Nella parte finale del match, dopo aver passato gran parte dell’incontro a prendere botte, Eddie Guerrero vede uno spiraglio per poter vincere. Brock Lesnar si è caricato Eddie sulle spalle e prova a mettere a segno una F-5: The Next Big Thing però sbaglia i calcoli e, ruotando, colpisce anche l’arbitro che finisce a terra. Il Latino Heat, che era a un passo dalla sconfitta, entra incredibilmente nella sua comfort zone, quella dove l’illegale, senza un controllo adeguato, diventa legale.
Prima ancora però di poter pensare a barare, è Brock Lesnar quello che impugna la cintura per portarsi più vicino alla vittoria. Il Latino Heat sembra spacciato: un colpo di cintura e il match va ai titoli di coda. Dal nulla, un po’ come un miracolo, Goldberg appare all’improvviso e colpisce Lesnar con una devastante Spear. Il messicano quindi, a sua volta, può impugnare la cintura e sferrare il colpo decisivo: ci prova, ma Brock Lesnar, per nervosismo puro, evita e se lo carica di nuovo sulle spalle… è finita, in nessun universo sembra che Eddie Guerrero possa uscirne vincitore, ma ecco che arriva il colpo di genio.
Proprio quando Brock Lesanr lancia in aria Eddie, il Latino Heat tiene stretta la presa e trasforma la rotazione della F-5 in una DDT che stende a terra Lesnar, che quasi batte la testa sulla cintura. Un colpo di reni da maestro e una conoscenza della Lucha Libre da antologia. Eddie Guerrero, alle prese con la fatica, lancia via la cintura facendoci intendere che non serve più nessun colpo illegale per vincere: serve solo quella mossa che venti anni prima rese celebre il suo amico Love Machine.
Il Latino Heat sale sulle corde un’ultima volta, quella decisiva, mette a segno la Frog Splash rendendo omaggio ad Art Barr e si porta a casa incontro e cintura. In pochi attimi il messicano chiude la sua storia di resurrezione, che lo vide riaffrontare la gavetta nelle indipendenti e vincere la battaglia contro le sue dipendenze.

È una serata di festa per qualsiasi fan del wrestling, che finalmente ha potuto ammirare il proprio idolo sul tetto del mondo. Pochi mesi dopo, come se non bastasse, Chris Benoit vinse il titolo a WrestleMania 20 ed Eddie Guerrero salì sul ring per abbracciare il proprio amico in un momento che ancora oggi fa scendere qualche lacrima.
Purtroppo, se siamo qui a parlare del Latino Heat, è perché oggi è il ventennale della sua morte. Non potremmo mai fare abbastanza per ricordarlo a dovere: l’unica cosa che possiamo fare, da fan di questo sport, è andare a rivedere le sue prodezze passate e ringraziarlo per aver donato il suo grande talento al wrestling.
Ciao Eddie, non sarai mai dimenticato.
Eddie Guerrero beating Brock Lesnar for the WWE Championship is one of the most beautiful moments in wrestling history pic.twitter.com/hhvzBvwUFr
— Samoan Dynasty (@dynastytribal) September 30, 2025




