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Catch con sottotitoliFocus

TNA Bound for Glory, la paura di diventare grandi

Dominic De Chiara
Ultima modifica: 20 Ottobre 2025 19:20
Dominic De Chiara
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22 Min di lettura
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Il 12 ottobre è andato in scena l’evento TNA Bound for Glory 2025 e nella card era presente il match tra i due giovincelli Je’von Evans e Leon Slater.

Il match era già di per sé carico di significato e con aspettative molto alte, e in tanti pensavano di poter assistere a una sorta di nuovo Tiger Mask vs Dynamite Kid o Ricochet vs Will Ospreay.

Ciclicamente ci sono due wrestler che lasciano il segno con un match e la federazione che li ospita deve essere brava a sfruttare l’occasione. Ma la TNA ci è riuscita? Scopriamolo insieme!

Cosa troverai
  • Com’è andato il match di TNA Bound for Glory?
    • E poi?
    • Comincia lo spettacolo sul ring TNA
    • Pareggio a TNA Bound for Glory! O forse no?
  • Un finale da cancellare in TNA!

Com’è andato il match di TNA Bound for Glory?

Ciao amici di The Shield Of Wrestling, io sono Dominic e in questo nuovo appuntamento con “Catch con sottotitoli” vi parlerò del match disputato tra Je’von Evans e Leon Slater a TNA Bound for Glory.

Siamo a Lowell, in Massachusetts, al Tsongas Center At Umass Center davanti a 7000 persone paganti, arriviamo dopo una card non entusiasmante al terz’ultimo incontro della serata, la sfida è tra due 21enni dalle belle (bellissime) speranze, un incontro interpromozionale nell’ambito della collaborazione tra WWE e TNA.

Il match è valevole per il titolo TNA X-Division Championship, non il titolo massimo, quello è riservato a wrestler già più affermati, ma si parla comunque di una cintura molto importante e con una grande storia alle spalle, che dà rilevanza a un incontro parecchio atteso.

 

(Foto: TNA)
(Foto: TNA)

 

I due entrano, salgono sul ring, suona la campanella e il match può iniziare. Nonostante lo stile high flyer che contraddistingue i due atleti si parte piano con uno staredown per dare voce al pubblico. Le persone sugli spalti capiscono la situazione e fanno partire subito il coro “This is Awesome”. Dopo quasi un minuto i due partono e sorprendono già per la seconda volta, non svolazzando a caso ma iniziano con la “testa”, decidono di dare una connotazione di realtà partendo da prese statiche, in questo caso Leon Slater attua una prima headlock su Evans che riesce faticando a portare il suo avversario alle corde per poi spingerlo e iniziando una sequenza di corsa.

L’atleta della TNA torna dopo aver rimbalzato sulle corde verso Evans e lo tira giù con una spallata, si riparte, Leon inizia a correre ed Evans gli passa sotto, poi effettua una leapfrog e poi ancora, tenta un monkey flip, Slater ringrazia, rifiuta il tentativo, si assicura il vantaggio tentando subito un calcio alla testa, ma è un bluff, l’atleta di NXT si volta impaurito e il suo avversario lo prende in giro. Il primo tentativo di wrestling se lo aggiudica la TNA.

Leon Slater, gasato dal vantaggio mentale acquisito, invita il suo avversario a ricominciare a combattere, Je’Von Evans attende qualche secondo e poi si butta a capofitto in un nuovo “gioco di forza”, i due si intrecciano e finiscono all’angolo con Slater chiuso, l’arbitro chiede a Evans di allontanarsi iniziando a contare, e Je’Von di tutta risposta tenta una chop, Leon si para impaurito e si arriva ad un 1-1, la parità è stata ristabilita. L’atleta di NXT ci ha messo pochi secondi per riprendersi dallo smacco subito, perdere mentalmente un match già dopo il primo minuto sarebbe stato esagerato.

I due si danno un ultimo “cinque” in segno di rispetto, da grandi veterani quali non sono riescono a costruire l’intensità del match in maniera ragionata, coinvolgendo il pubblico in maniera non compulsiva ma ordinata. Una sequenza di stratagemmi che solo i Seth Rollins e Cody Rhodes di turno userebbero, invece sono due 21enni alle prime armi.

I due atleti si intrecciano una terza volta e per questa sequenza scelgono la velocità alternando i loro schienamenti più famosi come Je’Von che rimbalza sulle corde e poi con un guizzo si aggancia al suo avversario provando un pin. Evans si trova alle strette ma deve per forza tenere alto il ritmo che per ora sta soffrendo per provare a tornare in una situazione di stallo. Evans prova un hip toss con capriola e subito dopo prova a connettere uno standing Moonsault, Slater evita e prova a sua volta un roll up, a questo giro è l’atleta sotto contratto della WWE che è chiamato ad uscire prima di perdere.

La sequenza finisce in uno stallo, il pubblico applaude e poi i due si scambiano un “meme di spiderman” puntandosi il dito a vicenda. Qui molto velatamente ci fanno sapere come i due si credano due doppioni, proprio come Ricochet e Will Ospreay che si dettero battaglia infinite volte. Da qui in poi è finita l’introduzione e si può passare al vero match, i motori sono scaldati e si fa sul serio.

E poi?

Arrivati a questo punto del match tutti si aspetterebbero uno spam di voli, capriole e mosse non vendute. Quello che in realtà fanno i due è per la terza volta da applausi, i due si intrecciano per l’ennesima volta mettendo il match sulla potenza più pura invece che sulla velocità o l’atletismo.

Evans ha la meglio e attua due Takedown prima che Slater vada verso le corde alla ricerca di un break, ci riesce, però qui Evans ormai si crede in vantaggio e sbeffeggia un’altra volta il suo avversario, questa volta gli tira delle pacche sul petto in modo molto “Okadiano”. Il significato è spesso quello di dire “va tutto bene, ci vado piano con te ma ho io il controllo”.

Slater dopo tre secondi è già furibondo e con una spinta mette a sedere Je’Von che si rialza arrabbiato e si va a intrecciare un’altra volta con il suo avversario. Arrivano verso l’angolo ma questa volta quello chiuso è l’atleta di NXT, con quello smacco precedente ha davvero fatto infuriare Leon Slater. L’atleta TNA una volta che ha chiuso Evans all’angolo tira uno chop assordante, lo stupore del pubblico è palpabile, questo sport è predeterminato, non c’è bisogno di tirare sassate di questo tipo.

Evans però è sul pezzo e risponde subito con una chop, i due se ne scambiano un paio e poi vanno verso le corde… si corre. Je’Von ha la meglio e conferma il suo vantaggio riuscendo a connettere un suicide dive, è il momento di tentare un primo assalto alla vittoria e quindi si torna sul ring.

L’ex primo contendente al titolo NXT prova subito una rebound Hurricanrana ma Slater capisce e spinge fuori dal ring Evans, in pochi secondi è Leon che salta verso l’esterno del ring riguadagnandosi il vantaggio dell’incontro. Il match è rapido e intelligente, i due avrebbero veramente voglia di fare una sequenza in pieno stile 2025. Quello che intendo con questa affermazione è mettere dentro ad una sequenza di wrestling tutti quegli ingredienti che i match con una posta in palio importante hanno, e cioè:

    • Velocità, intensità, voli e capriole per il solo gusto di farle, mosse non vendute con lo “spirito del combattimento” che la fa da padrone, quella botta di adrenalina che ti fa rialzare anche dopo un Piledriver o da una qualsiasi mossa “speciale” del proprio avversario.

I due wrestler, invece, non faranno niente di tutto questo se non per trenta secondi, l’incontro che è andato in scena il 12 ottobre è maturo e degno di dover rimanere nella storia.

Torniamo sul ring, Je’Von Evans ha dolore all’addome ed è costretto in mancanza di fiato momentanea a subire l’offensiva della Superstar TNA che con chop chirurgiche tiene a bada il suo avversario. Ma un tentativo di Heel Kick rimette in dubbio tutto, il wrestler di NXT evita e connette in fila il suo rebound Hurricanrana più un dropkick, Slater si rifugia fuori dal ring ma la distanza viene coperta subito da Je’von con un volo dalla terza corda verso l’esterno del ring. La sequenza si chiude con uno Springboard Lariat e un pin che si ferma a due.

Tra gli applausi del pubblico Je’von parla con se stesso e si convince che le cose sono state messe apposto, si può andare con più calma. Stavolta è lui che assesta delle chop sul petto dell’avversario, ovviamente tutti questi colpi vengono accompagnati dal caratteristico “Woooo” del pubblico che ricorda Ric Flair.

Il pubblico a casa e nell’arena si sta chiedendo quando i due ci regaleranno quella clip che andrà virale sui social… forse è proprio adesso, Evans e Slater si sono parlati mentre erano all’angolo e Je’Von attua un Irish Whip, si parte…. no, l’atleta di NXT sceglie di bersagliare la schiena del suo rivale scagliandolo al lato opposto, la botta è tremenda, Slater subisce e può solo che accasciarsi a terra.

Subito dopo continua il momentaneo massacro, Suplex con Griddy, la WWE e NXT stanno dando spettacolo in questo scontro, la TNA con il suo atleta non era mai stata cosi in difficoltà da inizio match. Un altro Irish whip è all’orizzonte, Slater deve fare qualcosa oppure il danno alla schiena può diventare un problema, per fortuna riesce a contromossarlo e quello che stavolta sbatte all’angolo è Je’Von.  -Division Champion connette anche un calcio, lo stesso che nella prima metà degli anni 2000 usava Rob Van Dam.

La distanza si è un po’ accorciata, e la superstar della TNA può provare qualcosa di più articolato, prova una Handspring Back Elbow, va a segno. Il pubblico sta tifando un po’ timidamente l’atleta di “casa”. Slater, rincuorato dal pubblico, prova un single leg dropkick, Evans subisce ed è in chiara difficoltà.

Nel giro di 5 minuti i vantaggi continuando a mutare, i due si trovano perfettamente in difficoltà e poi ribaltano il tutto, si può ancora parlare di stallo, seppur in modo più velato è quello che sta succedendo. Possono provare di tutto ma alla fine si torna sempre lì, al più classico dei pareggi.

Comincia lo spettacolo sul ring TNA

Per iniziare a parlare di sconfitta o vittoria bisogna osare ed è quello che lo sfidante al titolo X-Division prova a fare. Dopo aver respinto un secondo tentativo di slingshot cutter con una DDT è il momento di tentare una OG Cutter sull’apron, soprattutto in questo momento dove Leon Slater è apparentemente stordito dopo la mossa subita. L’impatto è devastante, l’atleta di NXT prende un bump clamoroso sulla schiena, quasi di striscio, cade fuori dal ring e grazie a qualche replay sembra proprio che la peggio l’abbia avuta lui.

L’arbitro inizia a contare visto che i due wrestler sono entrambi a terra fuori dal ring. Evans riesce a rientrare sul conto di 8 mentre Slater al conto di 9, questo secondo di vantaggio riesce a far connettere una Springboard Frog Splash allo sfidante altitolo. Il vantaggio adesso è cosi netto che una seconda frog splash va a segno… incredibilmente è solo conto di due, il primo grande kick-out dell’incontro è stato eseguito, il pubblico si è acceso, la telecronaca ha alzato i toni, possiamo passare alla parte calda del match.

 

(Foto: TNA)
(Foto: TNA)

 

Evans prova subito a correre tentando una Springboard Cutter ma, prima ancora che possa fare il primo passo, Slater, come un felino, si aggrappa alla sua caviglia e non ha intenzione di lasciarlo, da qui in poi per i prossimi 40 secondi la situazione degenera.

Evans accetta di non correre e tira una prima chop al suo avversario, Slater essendo davvero stanco non risponde e lascia libero di correre Evans che in maniera molto furba capisce che è il momento di attaccare. Calci, Superman Punch, Reverse Hurricanrana, Rebound Disaster Kick e un Neckbreaker in risposta ad un tentativo di Springboard Cutter sono le mosse che compongono la nostra clip virale dell’incontro.

30 secondi di puro inferno (per loro, non per noi) sono gli esatti secondi in cui il match entra nella storia. Nel momento in cui si entra nel finale i due fanno ancora una volta qualcosa da veterani, oggi giorno questa usanza sta andando un po’ troppo in disuso, e sono proprio due 21enni a farci ricordare quanto sia d’effetto parlarsi scambiandosi offese o anche solo a motivare il tuo avversario a dare tutto.

Leon Slater in questo caso dice un semplice “you want this? You want this? Alright let’s go”, nello stesso attimo in cui finisce la frase incita pure il pubblico nel momento in cui chiede a Je’Von di rialzarsi per donare le sue ultime forze alla causa. Un momento in se per se bellissimo che nel 2025 non è più scontato ma anzi indica quanto un wrestler sia capace nel proprio lavoro. In uno sport che sta perdendo le proprie basi andando a cercare un epicità forzata siate Leon Slater e Je’Von Evans il 12 ottobre.

L’atleta di NXT si rialza in quanto l’X-Division Champion lo attende per riprendere lo scontro in una situazione alla pari, si accordano per uno scambio di chop, ne tireranno una a testa. Il primo che la tira sarà Evans, prende la rincorsa con il braccio ed è pronto ad iniziare questa mattanza. Sul più bello però arriva la furbata, invece di una chop connette una cutter, il pubblico impazzisce, due secondi dopo connette pure la Springboard Cutter, può essere la fine. Il pubblico conta a gran voce, Evans è sicuro di vincere ma un colpo di reni di Slater non fa suonare la campanella… si continua.

Pareggio a TNA Bound for Glory! O forse no?

Negli attimi successivi Slater raggiunge Evans sulla terza corda che stava cercando di prepararsi la Frog Splash per la vittoria, entrambi in un momento concitato atterranno fuori dal ring dopo essersi spinti a vicenda. Invece di rientrare in ring si iniziano ad azzuffare a bordo ring, the Young OG spinge Slater tra il pubblico ma lo stesso X-Division Champion chiude subito le distanze saltando la barricata e atterrando sopra Evans. Dall’inquadratura non si nota subito ma si sente il time keeper suonare la campana, è arrivato il tempo limite.

Non essendo un match per il titolo mondiale ha solo 20 minuti. I 7000 fan paganti iniziano a rumoreggiare, sembrano 20 mila assatanati che vorrebbe la testa di chiunque abbia scelto di far finire il match in pareggio, il coro “bullsh*t” inizia a riecheggiare nell’arena, per fortuna la musica di ingresso di Santino Marella copre il baccano dei fan. Senza troppi giri di parole dice che nei PPV i tempi sono ristretti… ma, nonostante ciò, capisce che il pubblico è qui per loro e per avere un vincitore e che quindi darà ufficialmente altri 5 minuti al match che riparte!

Nel minuto che la TNA ci concede in questo sudden death improvvisato, le regole che hanno costruito i 20 minuti precedenti non valgono più, Evans e Slater vanno a mille rialzandosi subito dopo aver subito mosse, non perdono dopo tentativi di schienamenti letali, le regole del gioco (giustamente) si sono rotte. Nonostante tutto, in alcuni contesti può risultare stucchevole qui invece è il risultato di una costruzione intelligente dell’intensità. Del rispetto che viene poco a poco messo da parte mettendo in risalto la voglia di competere, di essere migliori che i due vogliono dimostrare.

Slater dopo una Blue Thunder Bomb si catapulta con il suo Suicide Dive fuori dalla terza corda, dopo tre secondi è the Young OG che connette un Avalanche Spanish Fly, come ho detto prima qui non conta più nulla, ci sono solo due ragazzi che si scambiano quante più mosse possibili: chi ha il primo ripensamento dovuto alla stanchezza, perde. Ed è proprio quando i due sono stremati a terra dopo la Spanish Fly che la TNA, TKO e la WWE ci danno un buon motivo per volerle vedere fallire.

Un finale da cancellare in TNA!

Le luci si spengono e il DarkState (stable di NXT) arriva sul ring attaccando i due, il match di TNA Bound for Glory termina in no contest. Il pubblico sembra voler iniziare una rivolta, da tanti anni io personalmente non avevo più sentito un pubblico cosi coinvolto, apparentemente, in chiave smark. Spesso mi sono chiesto a quali eventi questo tipo di tifosi fossero, in All Elite non c’è traccia ormai di un pubblico del genere dopo quanto accaduto con CM Punk, la WWE ha scremato al massimo tra costi e target il suo pubblico, e quasi ogni episodio settimanale sembra il cosplay di uno andato in onda nel 2020.

Chiudendo questa piccola digressione, sembra proprio che il pubblico più rumoroso riesca ad andare sempre ad eventi in cui, alla fine, si viene fregati. Forse è anche per questo che questa tipologia di pubblico sembra introvabile.

Per quanto riguarda le federazioni di wrestling, non è possibile che l’unico trucco che esista nel 2025 per mandare over qualcuno sia quello del finale sporco e delle interferenze. La TNA in questo caso non aveva nessun interesse nel dover fare questo finale, se non quello di abbassare la testa al “nuovo padrone”. La stable di NXT che appare in un PPV della TNA, rovinando un match simile, è quanto di più sbagliato si possa trovare nel wrestling di oggi. Il problema? Ormai questo tipo di booking sembra, purtroppo, la normalità.

Grandi match dal finale pulito sembrano proibiti, rimanere nella storia con match da vedere anche a distanza di 20 anni non sembra più possibile. Di Dynamite Kid e Tiger Mask al Madison Square Garden del 1982 ne abbiamo estremamente bisogno. Leon Slater vs Je’Von Evans di TNA Bound for Glory poteva essere uno di questi.

 

Daily Post

“5 Star ending” 🤭🤭 #DarkState pic.twitter.com/EjfyXpdY30

— Daily Dion (@DionLennoxFan) October 13, 2025


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