The Undertaker

Top 5 migliori Wrestler ultracinquantenni della WWE

Quando l'età non la fa da padrona. I 5 wrestler che più hanno saputo dettare legge sul loro fisico e sulla disciplina in WWE

Ultimo aggiornamento:

Alex Zocchi torna alla tastiera per una nuova mini-classifica, ovvero la Top 5 migliori Wrestler ultracinquantenni della WWE: Viviamo in un epoca in cui i campioni massimi sono spesso part-timer e/o veterani ultracinquantenni e questo a tanti amanti del wrestling non piace. Basti vedere i campioni mondiali di RAW e SmackDown in WWE, rispettivamente Brock Lesnar (part-timer) e Goldberg (53 anni), ma anche Chris Jericho che a 49 anni è stato campione in AEW fino a pochi giorni fa

Che questi wrestler piacciano o meno, si tratta di un argomento che suscita sempre attenzione e scandalo, dimenticandosi però un fattore molto importante: la storia del wrestling è piena di ritorni sporadici di lottatori a fine carriera o part-timer che per del tempo hanno portato avanti la carretta o semplicemente calamitato l’attenzione del pubblico per la fama ed il fascino del lottatore in se. Esempi più o meno conosciuti sono Sabu, Ricky “The Dragon” Steamboat, Kevin Nash, Rob Van Dam e i più famosi Hulk Hogan e Bruno Sammartino.

Quindi, visto il gran parlare in questi giorni dei vecchi “da pensionare” campioni nelle varie federazioni di wrestling, ecco a voi la mia personalissima Top dei 5 wrestler che, dopo i 50 anni compiuti, hanno continuato a lottare monopolizzando ed affascinando il pubblico e/o hanno satellitato attorno agli allori massimi della WWE

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5 – The Undertaker

The Undertaker

Debuttò nell’allora WWF a Survivor Series 1990 e da allora non se n’è più andato. Un wrestler che, sull’orlo dei 55 anni e con prestazioni purtroppo sempre più faticose sia per lui da affrontare sia per noi da vedere, continua a farci venire i brividi.

E’ vero, lotta oramai una media di 2/3 match all’anno e spesso nei PPV in Arabia Saudita, ma The Undertaker è in questa Top solo perché nessun lottatore della storia del wrestling è mai riuscito a calamitare in maniera così costante da ormai 30 anni l’attenzione degli amanti della disciplina. C’è poco da fare; per quanto siano in tanti a pensare che dovrebbe essersi già ritirato da un bel po’, basta il primo rintocco della sua campana per farci alzare dal divano.
Semplicemente il Phenom, The Undertaker.

4 – Sting

sting

 

Magari ve lo aspettavate più in alto, ma sono una sorpresa sia la posizione numero 4 per Sting, sia le prossime che vedrete.
Forse uno degli atleti più irraggiungibili della disciplina, dagli inizi nella vecchia WCW sino al suo ritiro nel 2015 nella federazione dei McMahon, Sting è stato un lottatore che ha ispirato molti giovani wrestler ora in attività.
Peculiarità che lo rende quasi unico è quella di aver combattuto fino al suo ultimo giorno di carriera sempre in faide di rilievo delle compagnie dove ha lottato o addirittura per i titoli massimi. Se poi si pensa che il suo ritiro è stato causato solo da un pesante infortunio proprio in un match per il WWE World Heavyweight Championship,  questo fa capire quanto quel “giovincello” di 55 anni avrebbe non solo voluto continuare, ma anche quanto in forma era e quanto vivesse per il wrestling.

Una delle carriere più illustri e forse più sottovalutate della storia recente della disciplina.

3 – Vince McMahon

 

Qua immagino già gli occhi sbarrati nel chiedervi che ci faccia il Chairman della WWE in questa Top 5. Sono qui per spiegarvelo.

Classe 1945, Vince McMahon è probabilmente il motivo per cui oggi si parla di wrestling in tutto il mondo. Non stiamo parlando di un semplice e geniale imprenditore, ma di uno che ha capito che poteva essere utile non solo in ufficio alla sua scrivania, ma anche sul suo stesso palco, il ring WWE.

Facciamo un piccolo salto indietro nel tempo: siamo nel 1997 a Montréal, Canada, e si è appena consumato il famoso screwjob ai danni di Bret Hart che gli costò il Titolo WWF. Le telecamere finiscono subito sul viso sputato di Vince che, volente o nolente, diventa l’Heel per eccellenza di una WWE in piena Monday Night War contro la WCW. Non sapremo mai se anche questo fosse tutto parte del piano, ma sta di fatto che da lì in poi Vince McMahon diventò un personaggio onnipresente nelle vicende degli show della compagnia, fino a che i suoi vestiti passarono dal “giacca e cravatta” ad un pantalone nero con maglia attillata dello stesso colore per mettere in risalto il fisico invidiabile che aveva all’età di 52 anni.
McMahon decise di mettersi in gioco, regalandoci una delle faide più lunghe e belle della storia della WWE che lo vide contrapposto a Stone Cold Steve Austin.
Non solo scende in campo lottando (non si parla di grandi prestazioni), ma nella sua carriera da “wrestler” è riuscito a vincere una Royal Rumble, un Titolo WWF ed un Titolo di Campione ECW.

McMahon rappresentava non solo il potere, ma l’abuso dello stesso. Si sa che nel wrestling non servono esclusivamente gli anni e l’atletismo di Ricochet (per dirne uno) per fare un buon match. Basta anche un buon, se non ottimo, storytelling. E gli incontri che videro il Chairman protagonista ne aveva eccome. In piena Attitude Era, vedere Stone Cold o Ric Flair malmenare l’intoccabile “capo dei capi” era una delle cose più belle che si potesse sperare. Cosa poi arricchita dall’ottima interpretazione di Vince stesso.

Infine un plauso comunque all’enorme lavoro atletico e fisico fatto da un uomo di oltre 50 anni, che ha saputo lottare anche dei buoni incontri: tra tutti uno contro Ric Flair di uno show di RAW del 2002 che vi consiglio caldamente di recuperare.

Il suo mettersi in gioco in tutto e per tutto è stata una delle chiavi del successo che ha portato la WWE al lustro attuale. Ecco spiegata la sua presenza e posizione in questa Top.

Grazie Vince McMahon!

2 – Terry Funk

 

Leggenda della Extreme Championship Wrestling, dove debuttò nel 1994 alla veneranda età di 50 anni, Terry Funk ha avuto una carriera nel mondo del wrestling lunga, articolata e leggendaria. Prima di debuttare nella ECW, Funk era reduce già da circa 25 anni di wrestling a livello professionistico.

Oggi una persona che debutta in una federazione nuova a 50 anni lo definiremmo a fine carriera ed alla ricerca delle ultime luci della ribalta. Vero, ma Terry Funk non è solo speciale, è folle!

Non avvezzo alle stipulazioni Hardcore che erano il vanto della ECW, Terry Funk passò dal provarle a diventarne in poco tempo il simbolo.

Lottò in match con il ring infuocato, gabbie, puntine, oggetti contundenti di ogni sorta, fino ad arrivare ad un leggendario Exploding Ring, C4 Explosive, Barbed Wire Match contro Mick Foley nei panni di Cactus Jack. Vi lascio solo il nome del match per farvi immaginare a cosa siano andati incontro i 2 wrestler.

Funk rischiò la vita più volte, si ammalò anche spesso, tutto questo per un esageratamente pazzo amore della disciplina.

Va inoltre ricordato un match svoltosi a ECW One Night Stand 2006 che, all’età di ben 62 anni, lo vide al fianco di Tommy Dreamer contro Edge e la vecchia nemesi Mick Foley, si infortunò gravemente ad un occhio sanguinando molto a causa del filo spinato.

Da lì in poi Hall of Fame e sporadiche apparizioni, ma non si può dire che Terry Funk non abbia dato anima, corpo… e sangue per il suo amato wrestling.

1 – Ric Flair

 

Forse era scontato, ma non potevo scegliere nessun altro. E’ difficile parlare di Ric Flair in poche righe dopo tutto quello che ha fatto nella sua lunghissima carriera. Mi limiterò quindi alla fine della sua vita da wrestler:

siamo nel 2008 e Vince McMahon qualche mese prima era stato molto chiaro “Ric, hai 59 anni, è arrivato il momento di lasciare“. Flair non accettò di buon grado le parole del Chairman, affermando che non si sarebbe mai ritirato e si sa, mai mordere la mano che ti nutre, soprattutto se questa si chiama Vince McMahon, che di tutta risposta annunciò che la prossima sconfitta sarebbe coincisa con il suo ritiro. Iniziò quindi questa corsa per combattere la spada di Damocle che pendeva inesorabilmente sulla sua testa. Flair non si fece abbattere e sconfisse tanti avversari tra cui il vecchio amico Triple H, fino ad arrivare allo Showcase of Immortals: Wrestlemania 24. Il suo avversario era Shawn Michaels ed il match fu sublime, con uno storytelling SPA-ZIA-LE! Si legge sul viso del Nature Boy la voglia di rimanere nel mondo che tanto gli ha dato ma la Sweet Chin Music dopo un toccante “I’m sorry, I love you!” non lascia scampo.

UNO – DUE – TRE!

Il gong suona.

Ric Flair non è più un wrestler.

La sera dopo, in quel di RAW, famiglia, amici, wrestler attivi e ritirati, su tutti Shawn Michaels, Triple H e The Undertaker, erano presenti per salutare un uomo che non ha pianto perché il copione glielo richiedeva, ha pianto perché non poteva fare altro, era il cuore a comandare, era la persona e non il wrestler a parlare.

16 volte campione del mondo, storico volto di WCW, WWF/E e del wrestling mondiale sia a livello di immagine che storico, mi sento piccolo, Ric, a dirti semplicemente…. GRAZIE!

Gallina vecchia fa buon brodo, e l’età non va necessariamente di pari passo con ciò che un wrestler può dare sul ring sia a livello di presenza che di lottato. Basti solo pensare che Ric Flair aveva già passato di molto la soglia dei 50 anni quando è stato General Manager di RAW o ha fondato con Triple H la stable dell’Evolution.

Adesso è il nostro turno di invecchiare per vedere chi tra i wrestler di oggi diventerà un mito di un livello simile a quello dei 5 sopra nominati.

Vi ringrazio per la vostra attenzione e ci rivediamo per una prossima TOP!

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