Bray Wyatt non avrebbe apprezzato il segmento di RAW in cui Seth Rollins bruciò la sua firefly funhouse, secondo un suo collaboratore.
Anche dopo la sua morte, continuano ad emergere novità e notizie su Windham Rotunda, che combatteva in WWE come Bray Wyatt, la cui gimmick più famosa fu senza dubbio “The Fiend”. Wyatt divenne famoso per i segmenti registrati nella Firefly Fun House, una specie di casa dei giochi per bambini con elementi horror parecchio disturbanti.
La Fun House fu incendiata da Seth Rollins nella puntata di RAW del 14 ottobre 2019, con grande rimpianto da parte di Bray Wyatt. Un artista che ha collaborato con lui ha svelato che quel rimpianto potrebbe non essere stato tutto solamente kayfabe.
Bray Wyatt e l’incendio della Funhouse
Bray Wyatt fu visibilmente sconvolto dalle azioni di Seth Rollins, che consegnarono alla storia la famosa frase “Burn it down”, pronunciata da quest’ultimo prima di dare fuoco a un tavolo della casa, e che oggi sono anche il titolo della sua theme song.
In una recente intervista rilasciata per Soundsphere Magazine, l’artista Kyle Scarborough ha rivelato alcuni dettagli della sua collaborazione con Windham Rotunda, compreso il suo disappunto per l’incendio della Fun House. Ecco le sue parole:
“Quello che ho capito io, da come [Windham Rotunda] ne parlò, è che tutta la roba delle fasi iniziali di The Fiend, la Fun House e tutto il resto… non so se qualcuno sta tentando di fare revisionismo o cose simili, ma quello che ho sentito da lui nei primi giorni fu, quando l’AEW era appena stata fondata, una specie di commento a labbra serrate.
Disse: “[Quelli della WWE] non sono esattamente nella posizione di rifiutare le idee in questo momento…”. A quei tempi, i talenti se ne andavano o cercavano di sfruttare la situazione per aumentarsi gli stipendi. È così che funziona il business, e penso sia una cosa buona per il wrestling avere così tante opzioni, perché obbliga le persone ad essere creative e ad impiegare bene i talenti. Quindi penso sentisse di avere la possibilità di far sentire la sua idea, perché in caso contrario cos’altro avrebbero potuto fare?
E mi sembrava che per i primi giorni della Funhouse fosse lui a costruire tutto e occuparsi di sviluppare la storyline. Non penso, e qui qualcuno mi può correggere se mi sbaglio, ma non penso, da come ne parlava, che avesse l’appoggio della federazione”.
Scarborough ha anche menzionato le difficoltà nel processo creativo della Fun House, e di come Rotunda si sentisse limitato nell’aspetto creativo, mentre il personale della WWE trovasse difficile applicare le sue idee:
“Alla fine la Fun House si fece, ci provarono. Quando cominciò ad ingranare ed ebbe guadagnato molto successo, la sceneggiatura divenne una vera e propria battaglia… mi parlò molte volte della frustrazione che comportava il processo. Veniva represso, molto spesso gli dicevano cosa fare, e non gli piacque quando Seth Rollins entrò nella Fun House in quel segmento anni fa.
“Volle farla tornare e portare la narrazione su una direzione che potesse controllare… aveva quest’idea. Invece di preoccuparsi di comprenderla, vollero cambiarla, e penso che persino nel documentario ne abbiano parlato, di come avesse le sue idee ma fosse difficile applicarle”.
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