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Michele Posa: “Se Punk dovesse fare il part timer preferirei non tornasse”

Michele Posa intervistato da Edoardo Diamantini, un collaboratore di Vivere Senigallia/Voce Misena

Grazie alla gentile collaborazione di Edoardo Diamantini e di ‘Vivere Senigallia/Voce Misena vi riportiamo le parole di Michele posa, rilasciate durante l’intervista che Diamantini ha realizzato con il telecronista di Sky.

Michele Posa non ha solo parlato di WWE ma si è anche espresso sulla propria passione per il wrestling, sulle possibilità di vedere CM Punk tornare a lottare ed ovviamente ha promosso il suo ultimo libro, uscito recentemente “Io, mio papà ed il wrestling’’.

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Edoardo Diamantini: “Quando e da dove nasce la tua passione per il wrestling?”

Michele Posa: “Nasce sin da quando ero piccolo. Il tendere alla lotta, per quanto negativo, fa parte degli istinti primordiali della razza umana e, a differenza dei fumetti o dei cartoni animati, dove il combattimento è solo disegnato ed animato, il vedere due combattenti reali che inscenano una lotta realistica, in un bambino suscita emozioni disarmanti e prorompenti. Quindi da piccolo, nel vedere questi personaggi così grandi e muscolosi, mi ha fatto entrare in un mondo a parte, in un universo narrativo nel quale era facile perdersi; le tecniche di narrazione sono le stesse del teatro, delle favole… sono coinvolgenti e affascinanti! Il fuoco che mi ha portato a diventare un lavoratore per il wrestling si è acceso in questo modo. Così ne sono diventato scrittore e telecronista.”

Edoardo Diamantini: “Insieme a Luca Franchini, ormai da decenni formate una ”coppia televisiva” che riscuote successo e simpatia tra gli appassionati della WWE e non solo: quanto difficile il vostro percorso? Quanta la soddisfazione per i successi ed i riscontri ottenuti?”

Michele Posa: “Io e Luca siamo molto diversi, sia come carattere ma anche per formazione culturale, interpretiamo la vita in modo diverso l’uno dall’altro. All’inizio c’era qualche problema di mediazione, ma poi si è trovata un’ottima intesa quando l’uno ha riconosciuto i talenti dell’altro. Luca ha alcune caratteristiche superiori alle mie, e viceversa, quindi dipendentemente dalle situazioni che succedono, ognuno sulla base delle proprie qualità, agisce a suo modo. All’inizio non ci conoscevamo, poi pian piano abbiamo iniziato a capirci reciprocamente e tutto è filato liscio. La ‘’chiave’’ che ha aperto questa ‘’porta’’, la individuerei nella parola fiducia. Riguardo i successi: è bello essere applauditi, abbiamo presentato eventi in arene gremite, con molti fan che ci inneggiavano, siamo stati i primi italiani a commentare dal vivo Wrestlemania, l’evento per eccellenza della WWE, e abbiamo circa 20 mila ore di telecronaca, senza esagerare credo proprio che i conti siano più o meno questi. Per me, però è tanto significativo il fatto di vivere e lavorare seguendo la mia passione, creando al contempo un ‘’collante’’ tra me e mio padre, purtroppo scomparso da poco.

Edoardo Diamantini: “Il noto e ricercato wrestler CM Punk, molto acclamato per un suo ritorno in WWE, sotto contratto con la FOX, è di recente apparso nello show ‘’WWE backstage’’. Quante le possibilità di rivederlo nel ring? Quali sono le sue reali intenzioni?”

Michele Posa: “Lui sta vagliando, da quello che si può desumere, prendendo quello che il mercato gli offre. Ha provato un’esperienza, purtroppo andata male, in UFC, in un età sconsigliata per i canoni di questa disciplina. Con la WWE ha perso molti punti, quindi è difficile fare una previsione. La federazione in passato, anche per motivi di mercato, aveva ricomposto delle fratture che sembravano insanabili, come fu per Bruno Sammartino ed Ultimate Warrior, quindi come si dice in America: ‘’Quando i soldi parlano, tutto può succedere’’. Nel caso dell’apparizione che ha da poco svolto a ‘’WWE Backstage’’, farà l’opinionista in un programma che analizza la WWE come se fosse un talk show. Ma non si tratta di un ritorno nella federazione di Stamford. Punk è fermo da molti anni, se ritiene di avere ancora la capacità di ‘’generare arte’’ nel ring, spero torni, dovunque vada: il suo valore come wrestler è indiscutibile. Se invece, dovesse tentare qualche avventura sull’onda della fama precedente e magari fare quello che lui ha sempre criticato, il ‘’Part-timer di lusso’’, ovvero il personaggio che ‘’grazie al nome’’ guadagna un buon stipendio, allora preferirei non tornasse, soprattutto per non annacquare l’immagine della sua persona che ci ha lasciato e ricordiamo con piacere.

Edoardo Diamantini:  “Sempre minori sono le apparizioni di John Cena, il ritiro a livello ufficiale non è ancora stato dichiarato, ma vederlo è ormai rarità: cosa dobbiamo aspettarci dalla superstar probabilmente più nota e amata di sempre dell’universo WWE? Ci sono probabilità di un suo eventuale riscatto?”

Michele Posa: “Negli ultimi match, ai quali con discontinuità ha partecipato, si è visto il come il suo stile di lotta sia stato volontariamente non rischioso. John Cena non si è ancora ufficialmente ritirato, e probabilmente mai lo farà; ha recentemente dichiarato in più di un’occasione che la WWE è la sua famiglia e questa non si abbandona. Le sue probabilità al momento di avere un ruolo da protagonista, dati i suoi numerosi impegni fuori dal wrestling (cinema, apparizioni televisive e altro…), sono molto basse. Probabilmente, a meno di enormi problemi, lo si vedrà per sempre e comunque legato alla federazione.”

Edoardo Diamantini: “Obiettivi ed ambizioni per il futuro?”

Michele Posa: “Non ci sono al momento altri progetti, a parte forse quelli editoriali. Da poco è uscito il mio libro ‘’Io, mio papà ed il wrestling’’. Continuerò a scrivere, fin tanto che ci sono anche poche centinaia di persone che acquistano le mie riflessioni ed esperienze. Quando hai una preparazione di carattere settoriale come la mia, non si hanno molte altre possibilità di giocarsi al meglio in altri campi. Da decine di anni mi occupo del wrestling e una ricollocazione, quando sei così settoriale, è molto complessa. In passato io e Luca Franchini abbiamo ‘’prestato’’ la voce ad alcuni film, games o programmi televisivi, ma non è facile proporsi in questo campo. Pensa che appena iniziammo a commentare la WWE, pensavamo che sarebbe durato massimo 2-3 anni e che il wrestling sarebbe poi sparito. Le previsioni furono assolutamente errate.

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