Vince McMahon e Linda McMahon, in merito alla causa ring boys, si sono opposti alla richiesta di anonimato presentata dalle vittime.
Sette uomini che in passato hanno lavorato per l’allora World Wrestling Federation hanno deciso di unire le forze e denunciare quanto accaduto quando erano poco più che bambini. Queste persone, incaricate di aiutare nella fase di montaggio e allestimento del ring, nel corso degli anni hanno accusato Mel Phillips (ex ring announcer), Terry Garvin e Pat Patterson di molestie e abusi sessuali.
La causa riguarda anche Vince McMahon e la sua ex moglie Linda, accusati di negligenza: “sapevano o avrebbero dovuto sapere”, “hanno consapevolmente fomentato e permesso che una cultura di molestie sessuali permeasse la WWE” (fonte: David Bixespan, Rolling Stone).
I querelanti hanno chiesto di rimanere anonimi a causa del rischio di una grave esposizione pubblica, citando la possibilità di ulteriori traumi psicologici. Secondo quanto riportato da Brandon Thurston di POST Wrestling, però, Linda e Vince McMahon hanno chiesto a un giudice federale del Maryland di respingere la richiesta impedendo alle vittime di utilizzare degli pseudonimi.
I due team legali dei McMahon, racconta Thurston, hanno fatto riferimento ai recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto Sean “P. Diddy” Combs e Kevin Spacey, nei quali i querelanti sono stati obbligati a procedere con i propri nomi reali.
I McMahon sostengono che l’anonimato delle vittime andrebbe a limitare la loro possibilità di difendersi dalle accuse.
Vince and Linda McMahon are asking a federal judge to require the former “ring boys” suing them to litigate under their real names.
They argue that continued anonymity would unfairly hinder their ability to defend against the allegations as the case moves into discovery.… pic.twitter.com/FLrDqfWfh7
— WrestlePurists (@WrestlePurists) January 27, 2026




