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Siamo arrivati. Stanotte avrà luogo il Big Fifth della WWE, Money In The Bank. Settimana scorsa abbiamo visto i 5 migliori incassi della valigetta, oggi analizzeremo il lato opposto.

Dopo aver analizzato i cinque migliori cash-in della storia, è giusto sottolineare anche il lato oscuro che la valigetta ci ha riservato in questi anni. A poche ore dall’edizione del 2019 di Money In The Bank, andremo ora ad analizzare i tre peggiori detentori del contratto. Quelli che l’hanno vinto e non lo dovevano vincere oppure quelli che l’hanno vinto e hanno incassato quando non dovevano farlo.

Prima di iniziare, vi faccio un piccolo spoiler: all’interno di questo podio non ci saranno Damien Sandow e Baron Corbin, nonostante abbiano fallito l’incasso in maniera umiliante.

3. Jack Swagger
The All American…Failure. Jack Swagger, dopo una scalata dalla ECW al main roster della WWE, si impose con successo nel Money In The Bank Ladder Match di WrestleMania 26. Affrettato? No. La valigetta è stata creata proprio per questo, nella maggior parte dei casi. Darla in mano ad una superstar ancora non arrivata nell’Olimpo dei grandi, per costruirla e renderla credibile al momento dell’incasso. Questo, con Swagger, non accadde.

Il fargli staccare la valigetta non fu sbagliato. Dotato di uno stile di lotta interessante e dopo un buon regno da campione ECW, il futuro era tutto dalla parte dell’All American American. Con una buona costruzione e una maggiore caratterizzazione della gimmick, la valigetta avrebbe potuto aiutarlo a piantarsi saldamente nel Main Event. Ciò che fu realmente affrettato fu l’incasso.

Appena due giorni dopo la vittoria del contratto, Jack Swagger approfittò di un attacco di Edge ai danni del World Heavyweight Champion Chris Jericho per incassare con successo e diventare il nuovo campione dei pesi massimi.

Questo non solo tolse di mezzo il titolo dalla faida tra i due canadesi, ma diede inizio ad uno dei regni più anonimi della storia. Swagger non ebbe tempo di vedersi costruire un personaggio credibile, ma divenne campione praticamente subito. Come dare un Ferrari ad un neo patentato. Nonostante i tentativi di rendere più seria la gimmick durante il suo regno, perse il titolo appena un mese e mezzo dopo e non lo rivinse più. Due sole, invece, furono le difese. Tra le quali ne figura una sporca, dove si fece squalificare volontariamente contro Big Show a Over The Limit 2010.

Il tutto ampiamente confermato dal fatto che la carriera di Swagger in WWE da lì non ebbe mai l’accelerata definitiva. Dopo esser stato assente per diverso tempo dalle scene ed essersi dato la zappa sui piedi da solo al momento del suo ritorno nel periodo di WrestleMania 29, l’All American American visse un periodo di buio fino al rilascio. Chiesto e ottenuto nel marzo 2017.

2. John Cena
Ricordate cosa ho detto riguardo la valigetta? Che il fine dovrebbe essere quello di “darla in mano ad una superstar ancora non arrivata nell’Olimpo dei grandi, per costruirla e renderla credibile al momento dell’incasso“? Ecco, dimenticatelo. Ebbene sì, nell’albo d’oro dei detentori della valigetta figura anche il nome di John Cena. Di poco affermato, credo abbia ben poco. Nel 2012, nel cosiddetto All Star Money In The Bank Ladder Match, fu proprio il leader della Cenation ad uscire vincitore.

Ciò che lo ha reso uno dei peggiori detentori di sempre non fu principalmente il suo incasso “fallito”, ma proprio la sua vittoria. Nettamente fuori luogo.

John Cena infatti decise di incassare in maniera leale il proprio contratto, dicendo al campione CM Punk quando avrebbe avuto luogo il match titolato. Ovvero, durante la millesima puntata di RAW. Il match, che finì per squalifica dopo l’intervento di Big Show, non solo fece sì che Cena fosse il primo della storia ad uscire senza titolo da un incasso, ma gettò le basi per la faida tra CM Punk e The Rock. Che, a sua volta, fu il preambolo della rivincita, questa volta titolata, tra lo stesso Rock e John Cena di WrestleMania 29. Dalla quale, ovviamente, l’ex Doctor of Thuganomics uscì da campione.

Saputo questo: era davvero necessario il Money In The Bank per sancire il match tra Cena e Punk di RAW 1000? Non poteva essere un’opportunità per darla a qualcun altro di minor rilievo per piani a lungo termine? Forse. Ma non per la WWE.

1. Braun Strowman
Semplicemente, la vittoria più inutile di sempre. Braun Strowman vinse la valigetta del Money In The Bank durante l’omonimo pay-per-view del 2018. Giusto per chiarire, all’interno del match figuravano anche Kevin Owens, Finn Balor, Bobby Roode, Samoa Joe, The Miz e Rusev. 

In quel momento, The Monster Among Men stava vivendo un periodo di splendore. Costruito come distruttore massimo, come forza inarrestabile, arrivò al match come favorito assoluto, in chiave mark.

Ma proprio per questo, sarebbe stato scontato ed inutile dare la valigetta in mano ad un personaggio già di status alto. Soprattutto vedendo che, alla contesa, presero parte superstar con bisogno di riscatto e con status al di sotto delle aspettative. Non per la WWE. Si decise di puntare sulla banalità.

E, come se non bastasse, Strowman uscì anche senza titolo dall’incasso. Turnato heel sul campione Roman Reigns e lo Shield, decise di incassare “lealmente” il contratto contro The Big Dog per Hell in a Cell. Il match, però, terminò in no contest dopo l’intervento di Brock Lesnar che attaccò entrambi i contendenti. Tanto per non farsi mancare nulla, il mostro tra gli uomini perse proprio con The Beast anche la successiva opportunità titolata. Dopo il momentaneo forfait di Reigns costretto a rendere vacante il titolo per colpa della leucemia, fortunatamente sconfitta dal Mastino.

Questa valigetta non poteva, vedendo come sono andate le cose, essere utile a qualcun altro? Non lo sapremo mai.