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ALL ELITE DREAM: COME CAMBIA IL MONDO DEL WRESTLING

AEW

…Personalmente ritengo che Cody & Co. siano stati perfetti nelle tempistiche capendo che se vogliono mettere in difficoltà il Gigante devono agire subito e concretamente. Non bastano più i video sul tubo, è finito il tempo delle invasioni fittizie; organizzare eventi per togliere incassi alla federazione principale al mondo è l’unico modo per impensierirla

Era il 28 Agosto scorso e questa era la conclusione dell’ articolo che avevo scritto rispetto ad ALL IN, il primo storico evento organizzato dai ragazzi del Bullet Club.

Il PPV  è stato il manifesto del wrestling indipendente e soprattutto ha prodotto numeri importanti tanto da convincere il magnate Tony Khan a mettere sul tavolo il giusto cash per finanziare il progetto di cui oggi parleremo, ovviamente mi riferisco all’ ALL ELITE WRESTLING.

Il wrestling web è esploso, partiamo con i dati di fatto. Sono le nove del mattino del primo di Gennaio e probabilmente abbiamo già la notizia più grossa del 2019, almeno per quanto riguarda il mondo del professional wrestling. Cody ed i Bucks ce l’hanno fatta.  La AEW è realtà e mentre mi gusto il primo caffè dell’anno nuovo, ancora visibilmente  intontito dalla notte appena trascorsa, sorrido. Sorseggio dalla tazzina e sorrido pensando a chi non ci credeva, a chi non aveva ancora capito che la nostra amata disciplina sta per cambiare e con lei tutte le dinamiche che la circondano e la regolano. Per citare uno dei titoli più famosi della Gazzetta Dello Sport:  “E’ Tutto Vero”.

Quanta esaltazione, potreste facilmente pensare. Eppure sono convinto che i fratelli Jackson ed il piccolo di casa Rhodes abbiano acceso la miccia necessaria a far svoltare il prodotto. Ma procediamo con ordine  che in questi casi aiuta.

Perchè dovrebbe cambiare qualcosa?

Questa è forse la domanda più interessante ma allo stesso tempo quella con la risposta più banale. Mi spiego meglio, la All Elite Wrestling è un progetto che si presuppone di diventare l’alternativa agli show WWE. Non stupisce allora che DOUBLE OR NOTHING il primo spettacolo targato AEW si svolga in concomitanta e nei pressi di Smackdown Live, ostruzionismo allo stato puro come a voler anticipare che la nuova federazione metterà i bastoni fra le ruote della bicicletta di Stamford e lo farà per tutta la durata della corsa. il cambiamento, per definizione, non può essere unilaterale ed è proprio per tale motivo che mi aspetto delle contromosse adeguate da parte della famiglia McMahon. La prima di queste corrisponde al nome di NXT UK, un progetto che solo a pensarci una decina di anni fa’ tutti noi ci saremmo fatti una risata. Chi si sarebbe immaginato il vecchio Vince a spendere soldi per assicurarsi l’esclusiva dei migliori lottatori della scena britannica? La competizione c’è e si fa sentire ed a volte ti porta a fare delle scelte per impedire la caduta del tuo impero.

Come cambieranno le cose?

Si parlava di scelte ed è qui che voglio tornare con il discorso. Difatti Cody e gli YB astutamente scelgono di mantenere una linea di contatti e relazioni con alcune delle compagnie di maggior spessore nel globo (leggi pure New Japan Pro Wrestling), il tutto con il fine di assicurarsi le prestazioni di vere e proprie star, wrestler che negli ultimi anni hanno saputo mettersi in mostra con incontri mozzafiato, giudicati dalla critica molto migliori rispetto a quelli offerti dai colleghi della ‘E. Nell’editoriale su ALL IN facevo riferimento ad una sorta di  “Guerra Fredda” e credo sia proprio la situazione che andrà a delinearsi. Le compagini si sfideranno su tre livelli: qualità dei match, originalità delle storyline e coinvolgimento dei fan. Per quanto riguarda il primo campo, in All Elite si punterà a mantenere gli standard fatti vedere fino ad’ora mentre in WWE il compito sarà quello di sfruttare l’immenso talento del roster a disposizione, che si tratti del Main Roster, di NXT o di 205Live. Per quanto riguarda gli altri due fattori preferisco non esprimermi dato che non sono Nostradamus e non si può sapere come agiranno i rispettivi booking team nei mesi a venire.

Ma alla fine cosa cambia per noi appassionati?

La risposta a questo quesito, a parer mio, è il fulcro della disamina perchè riguarda noi tutti. Riguarda chi segue solo la WWE perchè troverà un qualcosa di diverso, non più completamente votato ad impressionare lo spettatore casual e forse un prodotto svecchiato. Riguarda anche la categoria degli indy fag perchè si approcceranno ad uno show che punta ad entrare nel mainstream e quindi lasceranno indietro l’atmosfera e le tipiche caratteristiche dell’ambiente indipendente. Riguarda pure chi segue lo sport spettacolo in maniera eterogenea  senza farsi troppe pippe mentali, in particolare per questi la situazione credo sarà vissuta in maniera positiva. Lo scontro fra AEW e WWE si giocherà tutto sulla qualità dell’offerta e per noi appassionati non può che essere una manna dal cielo considerando il piattume degli ultimi tempi.

CONCLUSIONE

Forse avrò esasperato il concetto in alcuni frangenti ma nel complesso credo di aver giustificato la mia tesi in maniera logica. Al finàl potete pensare ciò che volete ma è in dubbio che Cody Rodhes, Nick jackson e Matt Jackson (o forse dovrei chiamarli Vice Presidenti esecutivi?) hanno avuto le palle di rischiare e l’ambizione di provare a cambiare l’industria del pro wrestling. Non è da tutti rifiutare un contratto milionario offerto dalla World Wrestling Entertainment solo per dimostrare la validità delle proprie idee. Non so se c’entra o meno ma sono sicuro che Dusty Rhodes (un pioniere oltre che una leggenda) sarebbe fiero del lavoro svolto da suo figlio ed i suoi compagni.

What do you think?

Written by Lorenzo Spagnoli

Fan di Wrestling dal 2007, la passione per questa disciplina è alla pari di quella per il Napoli e per Roger Federer. Nella vita si definisce Sarrista integralista, su The Shield Of Wrestling si occupa del report di Impact e conduce What's Next insieme al direttore

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