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Between – Analizziamo la WWE

Bentornati a Between, l’editoriale di TSOW dedicato a valutare quello che accade all’interno della federazione WWE e, soprattutto, ai vari feud che sono attualmente in corso d’opera. Siete qui con Michael “Genocide” Lelli e andiamo ad analizzare i tre brand della WWE alla luce dei recenti eventi.

Inizio con farvi gli auguri di buone feste! E queste feste ci hanno portato non poche evoluzioni in entrambi gli show. Ma cosa è davvero cambiato nella federazione?

RISSE NATALIZIE

Un natale abbastanza colmo di eventi questo in casa WWE. Iniziamo dal push, per me immeritato, della coppia Gable e Roode: il pubblico non apprezza e arriva a fischiare i contendenti, addirittura tifando gli sfidanti. Lo capiranno ai piani alti che questo duo non viene apprezzato? Intanto continua il periodo buono per i tag di Smackdown, al contrario di RAW, anche grazie all’ingresso dei Sanity nelle fila degli Heel. Il match dell’ultima puntata di Smackdown è stato divertente e intenso, quello che ci si aspetterebbe da tale categoria. Per una categoria che sale ne cala un’altra, questo è abbastanza scontato oramai in casa WWE. Dunque, mentre a RAW cala la categoria TAG, sale quella legata alla mid-card grazie alla crescita di Elias e Bobby Lashley che stanno aiutando a mantenere viva la scena senza cinture della federazione. E per la legge del contrappasso questo non avviene a Smackdown dove ci troviamo sempre nel mezzo del noioso feud tra Samoa Joe e Jeff Hardy. Insipido, troppo di già visto e scontato. I match sono lenti e noiosi, niente di nuovo insomma sotto l’albero per loro.

A QUANDO UNA NUOVA ERA?

Abbiamo assistito anche ad un main event di crescita, con Seth Rollins che cerca d’identificarsi ancora di più nei face cercando di tralasciare il suo lato Tweener. E abbiamo assistito anche ad un buon match tra le due face più in vista della federazione: Natalya vs Ronda. Per quanto riguarda questo match posso dirvi che non mi è dispiaciuto, ma era troppo scontato anche per come è stato costruito. E continuo a ripetere che nessuno è al momento, purtroppo, al livello di Ronda sia per volere della federazione sia perchè ci sono stati dei pessimi booking per Sasha Banks e Bailey: entrambe hanno una fan base solida e potente, ma purtroppo la federazione preferisce tenerle nei piani bassi in match veramente di scarso interesse.

E se pensante che questo sia male, pensate a Smackdown dove la categoria femminile nemmeno è andata in scena e che al momento è in blocco a causa della creazione dei match futuri di Becky e Charlotte contro Ronda. La vittoria di Becky, il main event di Wrestlemania, i match tra brand dovevano essere l’inizio di una nuova era che, al momento, tarda ad arrivare. Sembra che il Booking team si scordi molto spesso di cosa viene annunciato tramite video e promo, questo crea una situazione grottesca che sta rovinando diversi atleti della federazione.

LA PERFETTA CRESCITA

Ma in tutto questo un qualcosa di buono stanno riuscendo a crearlo: il Rusev Day. Partito quasi per gioco è finalmente arrivato il gran giorno della vittoria per il Bulgaro che si prende una cintura che era stata resa quasi completamente anonima da Nakamura: addirittura qualcuno si era scordato che era il campione. E contemporaneamente assistiamo ad un feud a tre tra Finn Balor, Dolph Ziggler e Drew McIntyre che sta veramente appassionando tutti gli spettatori. Queste due situazioni sono però dovute più alla fortuna che ad un booking corretto fino alla fine.

Rusev è andato per il titolo dopo essere sparito per mesi e gli altri tre si sono trovati contro per esigenze in quanto nessuno di loro può andare contro Brock Lesnar o a sfidare Dean Ambrose, ancora alle prese con Seth Rollins che vuole la sua rivincita in un buon feud. E la fortuna questa volta ha sorriso proprio a dei beniamini del pubblico. Capiranno a Stamford che il pubblico è il loro pane quotidiano? Non chiediamo tutti feud perfetti, ma almeno “azzecarne” un paio tra un PPV e l’altro.

Nella parte alta della federazione ci troviamo di fronti ad un Aj Styles che non lotta ma ottiene uno dei promo che, a volte, valgono una carriera. In contemporanea abbiamo un Bryan sempre più spedito verso la figura di Heel dell’anno e il suo intervento all’inizio della puntata lo dimostra tranquillamente. Ancora assente invece il campione, la suplex machine, colui che detiene il massimo titolo a RAW: per lui solo una citazione da Paul Heyman e uno Strowman al rientro che, purtroppo per lui, non ha tutta questa confidenza con il microfono. A quando il rientro della bestia? A quando il primo confronto tra questi pesi massimi? Non vorranno mica farci arrivare alla Royal Rumble senza nemmeno uno scontro fra loro due?

La situazione non è al momento delle migliori, questo natale non ci ha portato grosse sorprese se non delle conferme e soprattutto un solo punto a favore. Riusciranno a cambiare?

A NXT NON SI RESPIRA ARIA MIGLIORE

Puntata che inizia subito con il match per il contender al titolo femminile. E qui arriva la sorpresa: Bianca Belair, dal nulla, vince la contesa e sconfigge avversarie molto più altisonanti. Ma qual è il motivo oscuro dietro a questa vittoria? La Belair non ha ancora il potenziale tale da sconfiggere la Baszler e affossa le altre tre in un match noioso. E salendo le cose non migliorano: uno Squash micidiale che serve giusto a far morale, niente più.

Unica nota positiva della serata, il Main Event. Un main event bello, veloce e dinamico tra due tag team veramente eccezionali: Undisputed Era vs Heavy Machinery sa molto di PPV. I primi escono ancora campioni ma il match ha permesso di stabilire le gerarchie in vista di NXT TAKEOVER: PHOENIX, non distruggendo gli sfidanti ma rendendoli quello che sono: forti ma non furbi.

Anche per oggi siamo ai saluti. Vi auguro intanto un grandioso capodanno, ci vediamo tra 7 giorni ancora più carichi e ricordatevi che si va nel periodo della Royal Rumble! Ci sarà molto da scrivere! 

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Written by Genocide

Classicista del Wrestling, odio le profonde incoerenze sui feud e soprattutto i cambiamenti inutili che ci vengono proposti. Occhio critico per la WWE, ma soprattutto critico a prescindere, senza peli sulla lingua.

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