Bentornati a Between, l’editoriale di TSOW dedicato a valutare quello che accade all’interno della federazione WWE e, soprattutto, ai vari feud che sono attualmente in corso d’opera. Siete qui con Michael “Genocide” Lelli e andiamo ad analizzare i tre brand della WWE alla luce dei recenti eventi.

Solidità o correttezza? Questi sono i due punti cardine che hanno messo in moto alla WWE post Royal Rumble. Ci sono stati dei segnali di solidità abbastanza ottimi così come invece ci sono stati dei segni di correttezza nei confronti del pubblico. Ma soprattutto, del Politically Correct. Ve ne siete accorti?

LA STORIA SI RIPETE

E si ripete con una solidità abbastanza consona di recente, soprattutto per la WWE. Il campione dei pesi massimi di RAW vince il PPV, dopo un buon match contro Finn Balor, compare nell’episodio successivo distruggendo il vincitore della Rumble e poi scompare. E ancora una volta quel campione è Brock Lesnar. La cosa più assurda è quella che non è nemmeno pubblicizzato per un PPV da qui fino a Wrestlemania, dove difenderà il titolo dall’assalto di Seth Rollins.

Per molti questo è un simbolo di solidità incontrastabile: nessuno è al suo livello, nessuno può sfidarlo. Per me, invece, è una delle cose più odiose mai viste in assoluto. Ma purtroppo la WWE è anni che ci propina questo e non penso proprio che cambierà aria molto in fretta. Almeno questa volta ha avuto la decenza di mostrare un Rollins coraggioso e che non teme il campione, devo dargliene atto.

Ma la cosa che mi ha fatto più ridere è stata la nascita per la futura faida tra Becky Lynch e Ronda. Sapete perché? Perché come per Brock Lesnar, Ronda non è pubblicizzata in nessun prossimo evento fino a Wrestlemania.

Capisco la Storyline, capisco che il match è nello scenario più importante di tutti, però a questo punto ha poco senso che i contendenti si sfidino la sera successiva per poi dare un nulla di fatto fino a Wrestlemania. Ma questo è oramai un cane che si morde la coda, soprattutto se, come lo scorso anno, i due contendenti praticamente non si vedono contro fino a 2 settimane prima dell’evento clou per la WWE.

CORRETTEZZA?

E ora siamo di nuovo arrivati a febbraio. Febbraio è un mese strano per la WWE. Solitamente è il mese dove ci sono dei cambi di titolo assurdi e dove si assiste alla nascita di alcune superstart che poi crollano in maniera inesorabile.

Avete già capito di chi sto parlando, vero?

R-Truth è il nuovo campione degli Stati Uniti. Dal nulla dell’anno scorso, dall’uscita della Rumble in anticipo e poi di rapina vince un match contro Nakamura e si laurea campione. Non solo, riesce a battere anche Rusev e resiste al successivo assalto. Se stessimo parlando un Main Eventer sarebbe tutto abbastanza nella norma. Nel suo caso no.

E volete sapere una cosa? Mi sono fatto non una, ma ben cinque teorie sul perché lui abbia avuto quella cintura.

  1. Premio alla carriera: ammettiamolo, se lo meriterebbe dopo tutto il duro lavoro. Ha accettato senza remore ogni tipo di match, gimmick e storyline e se lo meritava.
  2. Ringraziamento: dopo un anno da Jobber, poteva ricevere un titolo e poi perderlo con chiunque senza che nessuno potesse dire nulla sull’avversario.
  3. Social: tutti i social hanno parlato di questo. Che fosse un modo carino per parlare di Smackdown e, soprattutto, del titolo dopo la Rumble?
  4. Alleanza Straniera: che vogliano riproporre un’alleanza straniera tra Rusev e Nakamura? Rusev c’è già passato e non è stato un gran successo.
  5. Politically Correct: Febbraio è il mese della storia dei neri, ogni anno a febbraio ci sono più campioni di colore nella WWE. Che lo abbiano ripetuto anche quest’anno?

Sono propenso a pensare che siano soprattutto la prima e la seconda teoria quelle che dominano nella mia testa, in fin dei conti se lo meritava e il pubblico era anche scontento di Nakamura di nuovo campione alla Rumble. Ma purtroppo le altre teorie che mi balzano nella testa continuano a rimanere al loro punto e non si muovono, soprattutto l’ultima teoria.

SOLIDITÀ?

A Smackdown intanto si va per una solidità che non si vedeva da parecchio tempo. Daniel Bryan continua il suo regno e la WWE decide di premiare alcuni wrestler mettendolo all’interno dell’Elimination Chamber contro 5 avversari. Al contrario di Raw, qui abbiamo un vero campione che difende il titolo.

E questi cinque si possono racchiudere in un insieme di nuove e vecchie glorie, in personaggi che appaiono dal nulla e si conquistano subito una title-shot grazie alla loro storia. Capisco Aj Styles, capisco Jeff Hardy e il suo premio alla carriera, arrivo anche a capire il perché di Mustafa Alì, quest’ultimo soprattutto grazie al calore del pubblico, ma mi rimane abbastanza indifferente vedere Orton e Samoa Joe intorno alla cintura.

Come detto nei precedenti Between e nelle precedenti pagelle, Samoa Joe non è ancora abbastanza caratterizzato da potersi permettere un giro nelle alte sfere, ed è un peccato visto lo status di questo grande Wrestler, mentre Randy è comparso dal niente prima della Rumble e ora si ritrova, di nuovo, nella scena titolata più prestigiosa.

Ed eccola qui la sua RKOUTTANOWHERE: essere sempre nel main event senza mai costruire una storyline buona. Complimenti WWE per riuscire nell’impresa di non farci sembrare convincente un buon personaggio ma che, come sempre nel suo caso, avrebbe bisogno di un grande rinnovo.

Se questa è la solidità di cui abbiamo bisogno per andare avanti, preferisco guardare allo Smackdown femminile che riserva ottimi momenti, come potete leggere nel nostro report.

NXT: NON IMPRESSIONANTE

Takeover e quel problema di fondo: deve sempre impressionare. Questa volta, purtroppo, non c’è riuscito in pieno. Mi aspettavo di più nel match tra Ciampa e Black, è stato eccellente il match tra i War Raiders e l’Undisputed Era, clamoroso il match tra Ricochet e Gargano. Ma basta così.

Il match femminile non è stato bello da vedere, così come Ohno contro Riddle si è dimostrato un discreto match ma ben lontano da quanto ci si poteva aspettare tra questi due. Riddle ancora non è pronto per la scena principale così come la Belair, la quale tutt’ora mi chiedo cosa ci faccia in quel punto della card.

Purtroppo, la più grande delusione me l’hanno data Ciampa contro Black. Capisco la Storyline che hanno seguito e l’ottima storia narrata, ma forse il match è andato troppo lento per le mie aspettative e il fatto di rendere l’infortunio di Black quasi bloccante mi ha abbastanza deluso nel chiudere l’arco narrativo tra i due.

Anche per oggi siamo ai saluti. Ci vediamo tra 7 giorni, attendo i vostri commenti sotto e non vedo l’ora di rispondervi di persona.