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Super Showdown | Cosa non ha funzionato?

Leonardo Ungherini
Ultima modifica: 9 Giugno 2019 19:30
Leonardo Ungherini
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10 Min di lettura
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Questo venerdì è andato in onda l’INatteso evento della WWE, Super Showdown, il terzo show svolto in terra araba. L’hype, vista la costruzione della card e gli interpreti non eccelsi, era sotto le scarpe.

A render ancora più amaro il menù, i botch, la noia e la qualità improponibile di un prodotto del genere nel 2019. Oggi andremo ad analizzare l’evento, cercando di capire cosa realmente non abbia funzionato o se c’è effettivamente qualcosa che, nel marasma e nella confusione, possa essere salvata.
Se volete leggere il report, cliccate qui. Oppure potete ascoltare l’ultima puntata del nostro podcast, “What’s Next”, dedicata proprio a Super Showdown, qui: https://www.twitch.tv/theshieldofwrestling
Super Showdown | Cosa non ha funzionato?COSA NON HA FUNZIONATO?
Dire esattamente cosa non abbia funzionato in questo evento è praticamente impossibile. Tante, troppe le cose che hanno fatto storcere il naso ai veri fan della disciplina, ma anche ai fan della WWE stessa. Un prodotto che fino a qualche anno fa offriva incontri carichi di adrenalina e piacevoli da guardare (come AJ Styles contro John Cena, Kevin Owens contro Sami Zayn, Seth Rollins contro John Cena e molti altri), ora si ritrova ad offrire questo: un evento criticabile sotto tutti i punti di vista. 

ll problema è che non si può neanche dare tutta la colpa a questo show, ma alla piega che la WWE ha preso in generale. Una costruzione e una scrittura dei personaggi, dei campioni, delle faide praticamente nulle.
Ma partiamo dalla cosa più grave e alla quale attribuisco le maggiori colpe della mal riuscita di questo evento: il Main Event. Goldberg contro The Undertaker. Due nomi altisonanti, certo. Un match dallo status e dallo star power elevato, senza dubbio…se fossimo nel 2000. Un incontro fuori tempo massimo tra due atleti la cui età, sommata, fa ben 106 anni. Che la qualità del match potesse essere molto bassa lo sospettavamo tutti fin da subito. Forse non sarebbe stato bellissimo neanche dieci anni fa, figuriamoci ora che le candeline spente sull’ultima torta di compleanno sono state 53 per entrambi.

La cosa su cui si sarebbe dovuto puntare era sicuramente la storyline. Perché questo match è stato sancito? Secondo quale criterio? Nessuno. Nonostante l’incontro fosse stato annunciato mesi e mesi prima, né Goldberg né Taker hanno mai presenziato ad uno show.

Tutto questo fino ai RAW e SmackDown svoltisi rispettivamente 4 e 3 giorni prima di Super Showdown, dove hanno avuto la loro prima ed unica interazione. Quindi come può un incontro tra due leggende ormai a carriera conclusa, che si affrontano senza un reale motivo se non il fatto che fosse un match ben voluto dagli organizzatori dell’evento, suscitare interesse in un fan del wrestling di oggi?
Ma parliamo della reale nota dolente: l’incontro vero e proprio. Come si diceva poc’anzi, nessuno si aspettava un match qualitativamente alto, quindi le aspettative erano abbastanza basse, per tutti. Deluderle era quasi impossibile: bene, ci sono riusciti. Un match che definire disastro è poco, soprattutto da quando Da Man si è procurato un brutto taglio in testa perdendo molto sangue. Ciò lo ha indebolito molto, portandolo a botchare prima la sua famosa Jackhammer, trasformandola in una sorta di Brainbuster – rischiando di rompere il collo al Phenom – e poi lo spot della Tombstone Piledriver reversata, che avrebbe dovuto portare Taker alla vittoria. Nel momento in cui Goldberg è andato a sollevare il Becchino, non avendo abbastanza energie e forza, entrambi sono caduti goffamente a terra, costringendo Undertaker a chiudere l’incontro subito dopo con la Chokeslam, anche questa venduta malissimo dall’ex WCW.
Uno spot malsano per il wrestling. Non solo ha portato tanta tristezza nel cuore dei fan di vecchia data o dei fan dei due wrestler – vedere un proprio beniamino condurre un match del genere non so quanto sia bello, pensando al passato – ma si è messa a serio rischio la salute di due 53enni. Un brutto passo falso, un incontro sbagliato dall’inizio.

Ma se fosse solo questo ciò che ha reso Super Showdown un fallimento su tutta la linea, non sarei qui a parlarvene.

La Battle Royal a 50 uomini. La più grande e prestigiosa battaglia reale della storia. Bellissimo il momento della vittoria di Mansoor. Cosa c’è di meglio per il pubblico arabo di vedere un wrestler della propria terra vincere un incontro? Nulla. Il momento, preso singolarmente, è anche emozionante e bello, ma se si guarda l’altra faccia della medaglia si potrebbe avere un po’ da ridire: con quale credibilità un lottatore di NXT mai apparso – o quasi – potrebbe avere la meglio in un incontro del genere contro diverse superstar di esperienza?
Ricordiamo che nel match, oltre a degli atleti di poco conto, vi erano wrestler del calibro di Ricochet, Samoa Joe, Cesaro, i Viking Raiders, Ali, Karl Anderson e lo stesso Elias, ultimo ed unico eliminato da Mansoor. Se da una parte è stato un bel momento e una bella emozione per il ragazzo e per il pubblico, dall’altro potrebbe aver affossato ulteriormente lo status di superstar che lo avevano già basso.
Braun Strowman contro Bobby Lashley, un match visto e rivisto, tra due atleti non bellissimi da giudicare a livello tecnico. Un match costruito interamente sul “Io sono più forte e muscoloso di te”…si può immaginare; Triple H contro Randy Orton, costruito praticamente zero, forti del fatto che i due si fossero scontrati diverse volte in passato: ma perché avrebbero deciso di riesumare vecchi dissapori ormai risolti proprio adesso? Gli organizzatori di Super Showdown hanno un grande potere. Tralasciando ovviamente la discutibile qualità tecnica dell’incontro.
Di tutti gli show arabi, che partono male dall’inizio viste le assenze di alcune superstar che non possono o vogliono presenziare, questo è stato sicuramente il peggiore a livello di card e a livello di qualità tecnica.
Ma, alla fine…
Super Showdown | Cosa non ha funzionato?COSA SI PUO’ SALVARE DI QUESTO EVENTO?
Niente. O quasi. Nel festival dei botch e delle insufficienze, due leggere note piacevoli ci sono state: l’incontro che vedeva contrapposti Seth Rollins e Baron Corbin valevole per il titolo Universale e quello che ha visto Andrade fronteggiare la potenza di Finn Balor nei panni del Demon King, valevole per il titolo Intercontinentale. Entrambi hanno avuto le loro pecche, infatti raggiungono una sufficienza striminzita, cosa che, però, il resto dell’evento non è andato mai vicino a raggiungere.
L’incontro tra l’ex GM di RAW e The Architect ho voluto premiarlo per due motivi:

Cosa troverai
  • Questo venerdì è andato in onda l’INatteso evento della WWE, Super Showdown, il terzo show svolto in terra araba. L’hype, vista la costruzione della card e gli interpreti non eccelsi, era sotto le scarpe.
  • La cosa su cui si sarebbe dovuto puntare era sicuramente la storyline. Perché questo match è stato sancito? Secondo quale criterio? Nessuno. Nonostante l’incontro fosse stato annunciato mesi e mesi prima, né Goldberg né Taker hanno mai presenziato ad uno show.
  • Ma se fosse solo questo ciò che ha reso Super Showdown un fallimento su tutta la linea, non sarei qui a parlarvene.
  • E’ riuscito ad intrattenere, quel poco che basta. Nonostante sia un match da poter proporre tranquillamente in uno show settimanale, è possibile seguirlo con piacere a differenza di tutti gli altri incontri della card.
  • Baron Corbin. Un wrestler definito scarso, sopravvalutato e non meritevole del ruolo ricoperto. Ma, in realtà, il lavoro da heel che Corbin sta svolgendo è quasi ineccepibile ed è giusto che venga elogiato. E’ riuscito poco a poco a ritagliarsi il suo spazio fisso tra l’upper e il main eventing. E poi, diciamolo, potrà non essere bravissimo, ma gli scarsi sono altri.

Per quanto riguarda, invece, la contesa tra Demon Finn Balor e Andrade, gli spot spettacolari, che si vanno a contrapporre ad alcuni botch, sono ciò che gli fanno raggiungere delle leggere lodi. Fa storcere un po’ il naso il fatto che El Idolo abbia avuto molta offensiva contro il personaggio del Demone, di fatti sembrava più che stesso lottando contro il “normale” Finn Balor, ma ciò non toglie che il match è stato interessante.
Tirando le somme: tantissimi lati negativi ed appena un paio positivi, che possa questo far riflettere la WWE su cosa realmente c’è da cambiare. Per gli show in Arabia, ma anche per quelli settimanali.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


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