Collision in Korea: il recap dell'episodio di Dark Side of the Ring

Collision in Korea: il recap dell’episodio di Dark Side of the Ring

Il terzo episodio di Dark Side of the Ring ha trattato del controverso pay-per-view in Corea del Nord

Dark Side of the Ring fa il suo ritorno anche questa settimana, pronto a raccontarci altre vicende controverse del mondo del wrestling. Dopo gli episodi su Brian Pillman Nick Gage, il terzo episodio tratta invece del famigerato Collision in Korea, infausto pay-per-view nell’ostile Corea del Nord nato dalla collaborazione tra la World Championship Wrestling New Japan Pro Wrestling nel 1995. Gli ospiti di questa puntata sono stati tutti i diretti protagonisti delle vicende raccontate, tra cui Scott Norton, 2 Cold Scorpio Sonny Onoo così come i due organizzatori di tale evento e presidenti rispettivamente di WCW ed NJPW, Eric Bischoff ed Antonio Inoki. Ma adesso entriamo più nel dettaglio e scopriamo gli aneddoti più curiosi dell’ultimo episodio della serie documentari su VICE TV.

Collision in Korea: cosa è venuto fuori dall’episodio di Dark Side of the Ring?

1- il rifiuto di Hulk Hogan ed il “Piano B”

Come detto da Antonio Inoki , le autorità nordcoreane hanno premuto tantissimo sull’avere presenti all’evento star internazionali anche dal mondo dello spettacolo come Michael Jackson, ragione che spinse l’allora presidente della New Japan a chiamare Mohamed Ali per presenziare all’evento. Per quanto riguarda il mondo del wrestling, invece, Eric Bischoff chiese ad Hulk Hogan di prendere parte al pay-per-view in Corea del Nord ma l’Hulkster rifiutò. Secondo Inoki Hogan rifiutò poiché era una persona estremamente cauta, che aveva forti timori e paura nell’andare dall’altra parte del Mondo ed in territorio sconosciuto, quindi il rifiuto non lo sorprese più di tanto. Visto il rifiuto di Hogan, Bischoff decise quindi di chiedere a Ric Flair, il quale pur accettando non era entusiasta di essere la seconda scelta.

2- Prima del viaggio

Inoki era a conoscenza delle tensioni tra Giappone e Corea del Nord, infatti l’intero evento aveva un forte interesse politico nel migliorare le relazioni tra le due nazioni. In America, invece, come accennato in pochi sapevano anche solo dell’esistenza di tale Paese. Scott Norton, protagonista della vicenda più grave extra-ring, ha raccontato di essere stato avvertito della partenza da due uomini durante un allenamento, dicendogli esplicitamente che il mese dopo sarebbe dovuto partire per la Corea del Nord. Anche Sonny Onoo era una delle tante personalità chiamate a prendere parte all’evento, raccontando che informò l’ambasciata giapponese in America di tale viaggio e gli venne detto che non potevano garantire per la sua sicurezza. In generale, quindi, c’era una tensione generale già prima di partire.

3- L’arrivo e la permanenza in Corea del Nord

Nel Paese asiatico, oltre a Bischoff, Inoki, Flair, Norton ed Onoo, partirono anche gli Steiner Brothers, 2 Cold Scorpio, Road Warrior Hawk, Chris Benoit ed alcuni atleti della New Japan Pro Wrestling. Già la partenza in sé non è stata delle migliori, ma l’arrivo in Corea fu ben peggiore dato che le autorità sequestrarono passaporti e bagagli degli atleti. Tra i viaggiatori c’era il forte presentimento dell’essere fatti prigionieri, se non peggio, e come prima cosa furono obbligati a rendere omaggio a Kim II-sung, leader del Paese deceduto l’anno prima.

Il clima all’interno dell’albergo in cui alloggiarono non era di certo molto migliore, infatti erano costantemente tenuti sotto stretta sorveglianza. Un particolare aneddoto lo racconta Norton, il quale insieme ad Hawk ed altri lottatori stavano semplicemente giocando a biliardo, dopo aver ricevuto il permesso di alcuni ufficiali, ma accidentalmente una pallina cadde dal tavolo da biliardo. Gli ufficiali la presero come un’offesa e quasi scoppiò un alterco tra le due parti.

Inoltre, tutti dovettero indossare completi per decoro e rispetto. Tuttavia, una mattina, Eric Bischoff decise di farsi una corsetta in tutta e berretto non facendo affatto una buona impressione né con i civili né con le autorità nordcoreane, tanto che una volta tornato in albergo venne rimproverato dagli ufficiali.

4- Le tensioni tra Road Warrior Hawk e 2 Cold Scorpio

Stando a quanto raccontato da lui stesso, 2 Cold Scorpio non era visto di buon occhio dopo aver lasciato la WCW ed in particolar modo da Ric Flair. In quel periodo, assieme a Flair viaggiava Road Warrior Hawk, il quale un giorno in un bus ebbe un pesante alterco con Scorpio che sfociò in una rissa che venne, però, fermata da Chris Benoit prima che la situazione peggiorasse ancora di più.

I due ebbero un ulteriore confronto una volta tornati negli Stati Uniti, dove finalmente appianarono le loro divergenze.

5- L’incidente con Scott Norton

L’aneddoto più controverso legato a Collision in Korea è, senza ombra di dubbio, quello con protagonista Scott Norton. L’ex-IWGP World Heavyweight Champion racconta della telefonata avuta con la moglie, la quale lo accusò di tradirlo. Norton, ormai stanco e frustrato per ciò che la sua permanenza in Corea del Nord stava diventando, disse che non si stava affatto divertendo e che si trovava in un posto davvero orribile. In quel preciso momento cadde la linea telefonica e, poco dopo, venne invitato da dei soldati nordcoreani di seguirli.

Norton si trovò in una stanza da solo con i militari e, stando a quanto detto dall’atleta, era come se si trovasse in una situazione da film dove alle guardie non importava della sua sorte. Il superiore di tali soldati, in un perfetto inglese, gli fece capire che non si può parlar male della Corea del Nord, essendo quest’ultima un “Paese superiore”. Norton, quindi, realizzò che ogni telefonata è monitorata dalle autorità e promise di non dire più nulla di negativo sulla nazione.

In relazione a tale incidente, Sonny Onoo ha affermato che molto probabilmente Inoki fece una chiamata alle autorità e le convinse a lasciar andare Norton.

6- L’evento in sé

Una piccola menzione va data anche allo show in sé. Bischoff e gli altri atleti inizialmente erano stupefatti per tutta la folla presente all’evento, così grande da far impallidire WrestleMania ed addirittura il Super Bowl a detta di Norton e Scorpio. Tuttavia l’atmosfera divenne molto surreale dopo essersi resi conto che tutte quelle persone non avevano idea di cosa stavano guardando, tanto che addirittura durante la prima serata la folla rimase impassibile per tutto il tempo ed addirittura nel main event.

Il pubblico si lasciò coinvolgere soltanto nel main event della seconda serata, lo scontro tra Antonio Inoki Ric Flair, solo ed unicamente perché l’allor presidente della New Japan è stato allievo di Rikidozan, il padre del puroresu nato proprio in Corea del Nord.

Così si conclude l’episodio di Dark Side of the Ring dedicato a Collision in Korea, uno dei pay-per-view più controversi mai andati in onda e dai retroscena a dir poco agghiaccianti, come abbiamo avuto modo di vedere. Per tali motivazioni, infatti, l’evento non è reperibile per via ufficiale non essendo disponibile né sul WWE Network né su NJPW World.

Restate connessi con The Shield of Wrestling per il recap anche della prossima puntata del documentario su VICE TV, che tratterà delle vicende più controverse con protagonista Ultimate Warrior.

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