Seth Rollins è il vincitore della Royal Rumble 2019: sicuramente una vittoria meritata per il percorso fatto finora, ma si doveva fare di più. Scopriamo il perché.

La consacrazione di un percorso.

Seth Rollins, nonostante la giovane età, ha già vinto praticamente tutto in WWE con l’aggiunta della Royal Rumble al suo palmares. I suoi due titoli massimi però sono stati entrambi conquistati durante il periodo da heel. Dopo il suo turn face Seth Rollins ha visto un’evoluzione graduale e costante del suo personaggio da uno codardo ad un fighting champion stakanovista. L’evoluzione dell’Architetto ci ha consegnati un personaggio dal carattere tradizionale, interpretato talmente bene da non perdere mai di interesse. La faida vinta con Triple H a Wrestlemania 33 rappresenta la definitiva redenzione del losco passato. Da quel momento, dopo un buono stint in coppia con Dean Ambrose, si è fatto spazio nella parte alta della card occupata dal titolo Intercontinentale, diventato grazie a lui il titolo più prestigioso di Raw con l’assenza prolungata dagli schermi di Brock Lesnar. Ha mantenuto in piedi uno show scricchiolante quasi da solo con due regni buoni, conditi sopratutto da ottime prestazioni in ring. Lo show rosso, ormai diventato Monday Night Rollins ha visto la consacrazione del suo personaggio di punta più totale durante la Royal Rumble, facendo felici un po’ tutti… oppure no?

Tutto giusto, ma…

Fatte le dovute premesse, la mia grande amarezza è nel modo in cui è stato gestito Rollins durante la rissa reale. Entrato relativamente presto con il numero 10, ha eliminato subito Elias in un modo quasi commedy, per poi passare in secondo piano fino all’entrata di Bobby Lashley, addirittura con il numero 26. Dopo averlo eliminato in modo fortunoso ha subito il pestaggio del “The All Mighty” con tanto di tavolo rotto. E’ rimasto fuori dai giochi quasi fino alla fine: è rientrato infatti quando sul ring erano rimasti Braun Strowman, Dolph Ziggler e Andrade. Dopo l’eliminazione degli ultimi due per mano di Strowman e una bellissima Frog Splash di Seth il confronto finale con il mostro è al cardiopalma. Ed è arrivata proprio alla fine l’unica vera eliminazione convincente via Curb Stomp. 

Codardo o Stakanovista?

La vittoria di Rollins nel modo appena descritto sarebbe stato perfetta per la versione heel dell’architetto, appunto codarda e opportunista. La vittoria in questo modo è risultata anti climatica per il suo nuovo personaggio, abituato a prendersi sempre le luci dei riflettori con prestazioni da protagonista. La Royal Rumble ci ha consegnato una vittoria quasi fortunosa per un personaggio che poteva e doveva dominare per dimostrare al mondo intero di non essere inferiore a Lesnar. L’assenza del vincitore per quasi tutta la rissa mi aveva fatto pensare ad un esito diverso. Infatti, prima dell’arrivo del fatidico numero 26, ho pensato che sarebbe stato il momento di Drew McIntyre, fino a quel momento gestito da dominante: una vittoria gli avrebbe giovato più che a Rollins. Persino Mustafa Ali, prima della scellerata eliminazione per mano di Nia Jax, aveva disputato una Rumble da possibile vincitore più di Rollins, dopo le due eliminazioni pesanti e ben gestite di Shinsuke Nakamura e Samoa Joe.

Un occhio al futuro.

Non è stata la Rumble di Seth Rollins, nonostante questi sia uscito vincitore. Nonostante ciò, non tutto è perduto. Rollins ha sulle spalle comunque una solida costruzione che viene da lontano, che gli dà lo status per battere l’invincibile Lesnar, anche senza il boost della Rumble. Lesnar e Rollins sono agli antipodi considerando i momenti delle rispettive carriere e la presa sul pubblico, quindi ci sono tutte le condizioni per creare un passaggio di consegne ben scritto e che allontani definitivamente Lesnar dal titolo, tenuto in ostaggio per troppo tempo.

” In anybody else’s hands, this is just a microphone, in my hands, it’s a PIPEBOMB “