Top 5 wrestler della Golden Age Era
Top 5 wrestler della Golden Age Era

Top 5 Wrestler della Golden Age Era

Inizia oggi il nostro viaggio nella storia del wrestling WWE partendo da un'epoca d'oro

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Top 5 Wrestler della Golden Age Era: l’epoca d’oro del wrestling WWE che ha sia caratterizzato gli anni 80 e sia portato alla ribalta la disciplina a livello mondiale deve tanto ai nomi che andremo a leggere, nonché al sempre presente Vince McMahon

Buongiorno amici amanti dello sport-spettacolo più avvincente del globo terraqueo, io sono Alex Zocchi e vi do il benvenuto su The Shield of Wrestling dove oggi inizierà un viaggio che ci accompagnerà per un bel po’ di tempo. A mio vedere il viaggio più bello che un appassionato può intraprendere, ovvero quello nella storia del wrestling.
Non vi nego di essere emozionato poiché mai come oggi sono contento di iniziare a scrivere qualcosa che mi appassiona in maniera profonda. Ma avremo tante altre Top per capirci e conoscerci meglio.
Sta di fatto che il viaggio nella storia parte da quello che forse è il capitolo più affascinante: la Golden Age Era.
Un’epoca dove mai come allora i wrestler erano eroi ed antieroi, buoni e cattivi, americani e non (avremo modo di parlarne).
Se oggi siamo qui a parlare di WWE, ma soprattutto di wrestling in generale, è tutto grazie a quel decennio che va dal 1982 al 1992.
Tanti colori, tanto carisma, un coinvolgimento unico che a mio modo di vedere non si è più ripetuto così. Come mai? Perchè ai tempi ciò che attirava di più era il personaggio, ciò che era, che rappresentava e ciò che faceva. Non è un mistero che troveremo Hulk Hogan in questa Top quindi utilizzerò lui come esempio: il leader dell’HulkaMania non ha mai brillato per tecnica ed atletismo sul quadrato, ma in fin dei conti in quegli anni là a lui, come ad altri, non serviva. Bastava Hulk Hogan e quella mano all’orecchio per far urlare il pubblico.
Insomma, il mio iniziare ad essere prolisso può far capire quanto davanti ad un caffè starei ore a parlarvi di ciò, quindi bando alle ciance e ciancio alle bande ed iniziamo questo viaggio assieme, con i 5 wrestler più importanti e rappresentativi della Golden Age Era.

5- The Iron Sheik

Top 5 wrestler della Golden Age Era

Un wrestler che si merita di stare al di sopra della menzione d’onore poiché attorno a lui aleggia l’inizio della Golden Age Era.
Siamo nel 1983 e il campione del mondo dall’ormai 1978 è Bob Backlund, passato alla storia come secondo per lunghezza di regno titolato solamente dietro al nostro Bruno Sammartino. Da poco a dirigere l’allora WWF c’era Vince McMahon che decise che la compagnia e la sua proposta di wrestling dovevano cambiare. Ciò voleva dire solo una cosa, ovvero che gente come Backlund, che faceva parte di una proposta di wrestling ormai al tramonto, doveva iniziare a lasciar spazio e cinture a gente muscolosa e carismatica come Hulk Hogan.
Ma in tutto questo cosa c’entra lo Sceicco di Ferro? Il perché è presto detto: McMahon non voleva far iniziare una faida tra il campione e Hogan, in quanto tutti e due face. Inoltre mai come negli anni 80 la WWF era patriota. Quindi il “colpo di genio”! The Iron Sheik, heel dipinto come invasore della nazione a stelle e strisce, sconfisse Bob Backlund in quel del nientepopodimeno che Madison Square Garden di New York, diventando il nuovo WWF Champion.
Che affronto per l’opinione pubblica americana a quei tempi. Bisognava riportare il titolo alla vita di un “Real American”!
Insomma, sto favoleggiando una storia che anche se non l’avete mai sentita potete benissimo immaginarla. Un mese dopo The Iron Sheik perse il titolo ai danni di Hulk Hogan dando il serio via alla Golden Age Era e ad altre storie “USA vs World” che caratterizzò varie faide di questo decennio.

4- The Ultimate Warrior

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Protagonista di una delle faide più belle della storia del wrestling, a The Ultimate Warrior vanno riconosciuti i meriti di aver prima dato un’importanza senza eguali all’Intercontinental Championship e poi di essere riuscito ad arrivare ad uno dei Main Event di WrestleMania (la sesta edizione del 1990) più importanti della storia.
Perché? Come già ne parlammo prima, non era uso ai tempi mettere due face l’uno contro l’altro. Ancora meno nel match più importante dell’anno. Ma l’energia che The Ultimate Warrior trasmise ai suoi “Warriors” in quegli anni era quasi impareggiabile. Solo gli “Hulkamaniacs” potevano tenere loro testa.
Non fu solo un match tra due idoli delle folle, ma probabilmente il primo incontro che divise totalmente a metà tutto il pubblico sia a casa che nell’arena.
Penso che per riottenere un’atmosfera del genere dobbiamo andare avanti di 12 anni in quel di WrestleMania X8 dove sempre Hulk Hogan si trovò di fronte ad un altro idolo delle folle, The Rock. Ma questa è un’altra storia.
Tornando al 1990, non solo l’incontro fu epico, nonché uno dei punti più alti mai raggiunti dalla WWF in quegli anni, ma The Ultimate Warrior vinse laureandosi sia WWF Champion che rimanendo Intercontinental Champion. Questo solo per la giornata di WrestleMania VI poiché ai tempi non era concesso essere pluricampioni. Il giorno dopo infatti il Titolo Intercontinentale venne reso vacante.
Una quarta posizione meritata vista anche l’altra faccia della medaglia: il momento del wrestler durò 2/3 anni per poi iniziare a fare una fine simile a quella di Bob Backlund. Nel 1990 la WWF stava iniziando a fare l’occhiolino al cambiamento, a quella che sarà la New Generation Era due anni dopo, ma anche lì avremo Top e tempo per parlarne.

3- The Honky Tonk Man

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Nel caso in cui voi siate sorpresi da questo nome in questa posizione, sappiate che sono felice di ciò.
The Honky Tonk Man è una superstar poco celebrata del wrestling WWE ed in particolare di quell’epoca che lo vide sotto la luce dei riflettori in particolare un anno solo, ma che anno! Voi mi direte “Ma The Ultimate Warrior è stato molto di più sotto tanti aspetti, anche temporali“, ma il guerriero non ha lasciato un’eredità narrativa e caratteriale che riconosciamo tutt’oggi all’imitatore di Elvis per eccellenza.
Accompagnato dal manager più iconico dell’epoca, “The Mouth of the South” Jimmy Hart, The Honky Tonk Man divenne nel 1987 WWF Intercontinental Champion sconfiggendo Ricky “The Dragon” Steamboat ed iniziando il singolo regno di quella cintura più lungo di sempre, dal 2 giugno di quell’anno fino al 29 agosto 1988 quando lo perse contro The Ultimate Warrior che iniziò la cavalcata di cui parlammo poc’anzi.
Cosa gli riconosciamo in questo regno? Di aver creato per la prima volta il prototipo di campione heel odioso, fastidioso, insopportabile, che vinceva quasi solo in maniera sporca e truffaldina e che tutti volevano, ma soprattutto AMAVANO, odiare. Il pubblico ai tempi iniziò a riempire i palazzetti più per la sua presenza, per il volerlo fischiare e tifargli contro che per gli Hulk Hogan, “Rowdy” Roddy Piper, “Macho Man” Randy Savage e via dicendo.
In un’epoca in cui il “cattivo” era una figura canonica, malvagia, invincibile ed ogni tanto anti-americana, The Honky Tonk Man, americano fino al midollo, diede il via ad un genere di heel che tutt’oggi, con tutti i cambiamenti che le epoche hanno portato, vediamo ancora.

2- André the Giant

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224 cm per 235 kg, definito “l’ottava meraviglia del mondo”, l’INVINCIBILE per eccellenza. Questo e tanto altro è stato il francese André the Giant.
Basterebbe questa frase per passare alla prossima posizione, ma vorrei spendere ancora qualche parola.
Questo lottatore è stato protagonista di 3 cose che hanno cambiato il wrestling nonché aiutato il fattore celebrità della WWF a quei tempi:
– Per come lo conosciamo oggi nel wrestling ha inventato, anche per forza di cose, il concetto del “Big Man” di cui dopo di lui ricordiamo su tutti King Kong Bundy, Yokozuna e The Big Show (che tra l’altro, ad inizio carriera in WCW venne proposto come “The Giant”, il figlio di André);
– Il come lui si muovesse da una federazione all’altra per rendere sempre unica e speciale la sua presenza. Nei suoi 20 anni di carriera il francese lottò ovunque per qualsiasi cosa, da semplici rivalità fino ai titoli massimi, e sempre con un alone di unicità impareggiabile;
– La sua faida con Hulk Hogan ed il Main Event di WrestleMania III dove venne sconfitto anche grazie alla storica body slam subita nella fase finale del match dal leader dell’HulkaMania. I due wrestler più rappresentativi di quegli anni nonché tra quelli più importanti della storia del wrestling in generale.
Morì nel 1993 per un arresto cardiaco legato probabilmente ai problemi legati alla sua stazza, in concomitanza con la fine della Golden Age Era. Curioso come l’epoca che lo rese l’indimenticabile che è oggi finì insieme alla sua storia.
Grazie André!

Menzioni d’onore

Non potevo non citare su tutti “Macho Man” Randy Savage (che troverà una sua Top più specifica e dedicata), “Rowdy” Roddy Piper, Nikolai Volkoff, Ricky “The Dragon” Steamboat, Sgt. Slaughter, Kink Kong Bundy, Jake “The Snake” Roberts e tanti altri grazie ai quali oggi celebriamo con grande nostalgia quest’epoca.

1- Hulk Hogan

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Penso sia la prima posizione più prevedibile di tutte le Top e Flop scritte fin’ora. Ma è giusto così.
Come già mi successe un’altra volta, sarò veramente poco prolisso sul parlarvi di questa posizione, perché dopo tutto ciò di cui abbiamo già parlato, la definizione di Hulk Hogan in questa top è che l’Hulkster È la Golden Age Era.
Il “Real American”, colui che rappresentava la compagnia, che riempiva le arene, che aveva un dialogo col pubblico che pochi hanno saputo ripetere. Colui che nei decenni a venire, prima da heel e poi per problemi legati a fattori esterni al ring sarà comunque difficilmente fischiato.
Questo e tanto altro è stato Hulk Hogan nel quadrato, un personaggio nel wrestling così grande che è difficile da descrivere ancora.
D’altronde vi faccio notare come le altre posizioni già lo descrivano appieno, poiché quasi tutti i più grandi wrestler dell’epoca sono dovuti passare per IL più grande.

 

Amici e amiche di The Shield of Wrestling, io sono Alex Zocchi e siamo giunti alla fine di questa prima Top sulla storia del wrestling WWE che continueremo nelle prossime settimane. Nell’augurarvi come al solito un Buon Wrestling vi chiedo riguardo a quanto letto: siete d’accordo?
Cambiereste posizioni o proprio certi wrestler? Fatemelo sapere.

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