Il main event di WrestleMania al femminile ha deluso le aspettative, ma ci sono precedenti recenti che fanno venire gli incubi a confronto.

Becky Lynch vs Charlotte Flair vs Ronda Rousey, Wrestlemania 35: solo sufficiente.

Nella mia top 5 dei migliori match di WrestleMania 35 ho addirittura escluso il main event, preferendo match meno pompati. La mia idea già l’ho espressa in quella sede e non cambia: il match è stato deludente. Nonostante il carattere delle tre venga fuori ed ognuna ha il suo giusto spazio per splendere, con un ritmo gradevole, il match paga un diffuso senso di rigidità. Le contendenti sembravano sempre aspettare troppo le avversarie, creando una sensazione di poca naturalezza allo spettatore. Ci sono stati anche piccoli botch, come non citare la brutta doppia Natural Selection. Ronda Rousey si è dimostrata tutt’altro che pronta ad uno scenario del genere, mancando completamente l’aspetto psicologico, importante più di quanto si creda per il prodotto WWE. Ha subito attacchi mirati sia al braccio, sia alla gamba, non vendendo quasi mai tali lavori. Il finale con il roll-up sarebbe stato adeguato ai tempi dei Bra & Panties Match, non per il primo main event rosa di WrestleMania. Il match ha avuto una preparazione travagliata nelle sue contraddizioni, ma che è riuscita nella difficile impresa di creare l’aura da blockbuster, purtroppo non rispettata.

Qualcuno ha parlato addirittura di “vergogna”, ma non bisogna andare troppo lontano nel tempo per scovare main event di WrestleMania decisamente peggiori.

Brock Lesnar vs Roman Reigns, WrestleMania 34: mediocre.

Come non citare il main event dell’edizione precedente? Dopo la classica preparazione da “match Lesnar”, non cattiva, ma sicuramente non da main event, si arriva al match con la consapevolezza della scontatezza del risultato. Il match è un continuo spam di finisher e kickout senza granché senso logico: l’unica cosa non scontata risulta incredibilmente il risultato. Il pubblico è in continua rivolta per tutto il match, si sentono cori come “Johnny Gargano” o “TNA, TNA, TNA”. Penso sia uno dei momenti più bassi del 2018: quando durante la finale di Champions League il pubblico inneggia al capocannoniere della Serie B c’è da preoccuparsi. E probabilmente è proprio Vince McMahon in persona ad accorgersi del “pericolo”, cambiando in corsa il risultato del match, almeno secondo i rumor.

Roman Reigns vs The Undertaker, WrestleMania 33: pessimo.

Addirittura peggio è stato fatto l’anno precedente in uno dei peggiori match che la mia mente ricordi. Citando il reviewer di 411 Mania, Larry Csonka, è stato triste e doloroso far finire (apparentemente) la carriera di una leggenda con una prestazione del genere. Il Deadman sembra non riuscire a rimanere neanche in piedi in alcuni frangenti, portando a fragorosi botch, come lo spot della Tombstone Piledriver, elemento centrale del match. Roman Reigns, per quanto sia un performer affidabile, poco può fare in un contesto del genere, rendendosi protagonista anch’egli di una prestazione da dimenticare. La lunghezza del match rende ancora più dolorosa la visione, che sembra necessitare dell’eutanasia. E’ stato un main event di WrestleMania che ha avuto una preparazione molto scarna: ci ricordiamo l’eliminazione di Taker dalla Rumble per mano di Reigns e poco altro. Il post match è stato poetico, peccato che è stato gettato tutto alle ortiche per una mera questione commerciale.

Vi siete rinfrescati la memoria, ora?

Gli scettici del wrestling femminile (alcuni oserei dire misogini), hanno cacciato fuori la testa dal sacco, dopo le giuste critiche al match. La verità è che Becky Lynch e Charlotte Flair meritavano questo spot per motivi diversi. Il principale tra questi è che nel 2018 i match migliori e le faide più coinvolgenti del main roster hanno visto loro protagoniste, insieme ad Asuka, messa da parte ingiustamente. Avrei preferito quest’ultima a Ronda Rousey, dati i suoi palesi limiti, ma la scelta è da un punto di vista aziendale comprensibile, considerando il peso del nome dell’ex MMA fuori dalla WWE. Il tutto è culminato da un buzz mediatico imponente, che ha pompato le aspettative, più degli altri due main event sopracitati. E’ stato un esperimento, che poteva andare sicuramente meglio, ma i fallimenti sono altri. Forse qualcuno ha gli occhi troppo abbagliati dallo starpower di Brock Lesnar e The Undertaker per individuarli…

” In anybody else’s hands, this is just a microphone, in my hands, it’s a PIPEBOMB “