Ready To Rumble: La nostra recensione
Ready To Rumble: La nostra recensione

Ready To Rumble: La nostra recensione

A volte Hollywood e il mondo del wrestling si incontrano ed ecco cosa può succedere!

Ready To Rumble è un film degli anni 2000 incentrato sugli atleti della WCW e divenuto famoso per svariati motivi. Io sono Michael Formica e vi do il benvenuto a questa nuova recensione!

Con la durata di 107 minuti, Ready To Rumble, film diretto da Brian Robbins, narra le vicende di Gordie e Sean, rispettivamente interpretati da David Arquette e Scott Caan, due amici patiti della disciplina che tanto amiamo. Una sera, i due ragazzi vanno a vedere uno show di Monday Night Nitro, storico programma della WCW, dove lotta il loro amato World Heavyweight Champion Jimmy King.

Durante lo svolgersi dello show, King viene sconfitto in maniera truffaldina da Diamond Dallas Page, lottatore in combutta con il promoter che mette in atto un vero e proprio screwjob. Sconvolti e addolorati per la sconfitta e la perdita del titolo di King, Gordie e Sean scendono in campo per convincere il proprio wrestler preferito a tornare sul ring e a riprendersi la rivincita. Cosa potrà mai andare storto?

La Recensione

Nel proseguire della recensione eviterò di farvi dei possibili spoiler così da non influenzare negativamente la vostra visione. Partiamo con il mettere in chiaro un aspetto che ahimè fungerà da ago della bilancia del nostro giudizio: il film è in tutto e per tutto la tipica pellicola a stampo anni 90. So che può sembrare scontata questa cosa ma credetemi, vedere determinate produzioni a distanza di 20 anni fa uno strano effetto. E non si parla solo di vestiti, scenografie e musiche ma anche di colori, di una certa regia, di una certa qualità dell’immagine e soprattutto di determinati schemi narrativi. Sia chiaro, il film non eccelle di certo per una sceneggiatura ricca di colpi di scena, tutt’altro, ma riesce comunque a mantenere un filo conduttore che in qualche modo pone una morale al termine della visione. E sicuramente il personaggio più interessante è quello di Gordie, figlio di uno sceriffo che vede nel wrestling una buffonata esortando il figlio a seguire le orme del padre, a fare un lavoro da uomini, da duri. Un personaggio quello di Gordie che appare fuori dal tempo, troppo infantile per i canoni odierni che molto spesso risulta irritante e con qualche deficit d’attenzione (lo so, quest’ultima parte è stata un po’ cattiva ma quando guarderete la pellicola capirete). Un viaggio, quello che intraprenderà il ragazzo verso una maturità che saprà far cambiare idea anche al padre, forse in maniera leggermente irrealistica.

Ma la cosa che più di tutte mi ha lasciato un senso di stupore è l’essere mark da parte dei due protagonisti, appassionati che vivono e respirano wrestling, tanto da andare in giro con le riviste a portata di mano (nostalgia pre-internet) e a “diffondere il verbo”, spiegando questo mondo ai ragazzi. Un mondo che per loro è pura realtà e nel mezzo di un dialogo con il loro amato King, i due sembrano momentaneamente vacillare. Real o fake, però, è il wrestling, la loro passione, e i due ragazzi hanno una missione da compiere. Durante il loro viaggio è impossibile non rimanere ingolositi dalla presenza di tante stelle degli anni 90. Dal già citato DDP a Sting, da Goldberg a Sid Vicious, da Bam Bam Bigelow a Billy Kidman senza dimenticarci di Booker T, Tony Schiavone e tanti altri ancora. Un tripudio di comparse e di ruoli in cui hanno trovato spazio persino le Nitro Girl.

Un film che ricalca il mondo degli anni 90 e che si trasforma suo malgrado in una pagina di storia del wrestling alquanto discutibile

Nonostante il budget modesto, il comparto tecnico non mostra particolari sbavature. La regia presenta scelte stilistiche che possono non trovare un ampio consenso da parte degli occhi poco avvezzi all’estetica dei film degli anni 90 ma, in un mondo sempre più piatto da regie template, è apprezzabile vedersi qualcosa che al di là dei propri gusti riesce ad essere differente.

Fatto curioso, le scelte di marketing per promuovere questo film ha portato lo stesso David Arquette a diventare suo malgrado protagonista di una pagina alquanto discutibile del wrestling. Un capitolo tanto discusso che ha lasciato seguito ad una redenzione da parte dell’attore. Per saperne di più potete leggervi i seguenti articoli sull’apparizione di Arquette in WCW e sul suo ritorno nel mondo del wrestling.

Giudizio finale

Un film senza infamia e senza gloria capace di farci rivedere nello schermo alcuni nomi iconici del wrestling degli anni 90, mantenendo un tono leggero e senza prendersi troppo sul serio. Fatto curioso, una delle prime recensioni di questa rubrica è stata quella di “Sognando il Ring”, film targato WWE presente sul catalogo Netflix. Ironico come un film pensato per dei bambini a distanza di quasi 20 anni da Ready To Rumble sia meno adatto ad essere distribuito verso tale pubblico. In tutta onestà, se dovessi scegliere quale film far vedere ad un bambino di sicuro preferirei il viaggio di Arquette e Caan, pellicola decisamente più consona per linguaggio, contenuti e messaggio finale.

Ready To Rumble è un film da recuperare assolutamente ma senza farsi eccessive aspettative. Non va preso troppo sul serio ma va anche detto che, in fondo in fondo, rappresenta quegli occhi fanciulleschi con cui tutti noi abbiamo visto il mondo del wrestling sognando spesso di diventarne protagonisti in qualche rocambolesca avventura.

Di seguito potete vedere il trailer del film.

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Regia
6
Sceneggiatura
6
Recitazione
5.5
Sonoro
6
Personaggi
6.5
6

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