PIPEBOMB #16: “ROMAN SUCKS” E “GET THESE HANDS”? NO, GRAZIE

L’idolo delle folle Braun Strowman da una parte contro il tanto criticato Roman Reigns. Merita così tanto il primo a dispetto del secondo? Scopriamolo su Pipebomb!

Braun Strowman

Braun Strowman è uno degli ultimi prodotti made in WWE. A dispetto della sua esperienza in ring di soli tre anni è riuscito in poco tempo a conquistare il main event dello show rosso. Strowman rappresenta il classico big man made in WWE: grosso e potente. Sul ring Strowman è limitato: sono poche le mosse nel suo arsenale e la sua lentezza ammazza spesso il ritmo dei match, nonostante in passato si siano visti big men decisamente peggiori (The Great Khali su tutti). Non brilla sicuramente né per tecnica né per capacità di storytelling, dato che spesso i suoi match sono o squash match o risse, sempre “overbookate”. Per quanto riguarda l’extraring, Stowman è sicuramente migliorato rispetto ai tempi della Wyatt family, sopratutto per presenza scenica e carisma. Il suo personaggio è piuttosto semplice, ma egli risulta credibile, aiutato naturalmente dalla sua stazza.Non è un mostro di carisma, ma risulta comunque empatico con il pubblico.Al microfono non è un fuoriclasse, dato che spesso risulta robotico, aiutato però dalla sua catchphrase.

Roman Reigns

Il Big Dog non ha sicuramente bisogno di grosse presentazioni: quattro volte campione massimo, una volta campione degli Stati Uniti, una volta campione intercontinentale, una volta campione di coppia e ben quattro main event di Wrestlemania consecutivi disputati. Ormai volto della federazione, Roman ha un’esperienza di otto anni in ring, dove a mio avviso si sono visti graduali miglioramenti. Non è un fuoriclasse in ring, ma lo reputo un powerhouse cha fa il suo in maniera più che sufficiente. Il suo moveset è povero, ma le sue poche mosse secondo me sono eseguite con una buona pulizia. Per il resto Roman riesce a trasmettere intensità in ring, è ordinato per quanto riguarda la psicologia in ring e dimostra un’ottima chimica sopratutto con wrestler da spiccate doti tecniche e atletiche (Seth Rollins su tutti). Il punto forte di Roman è la presenza scenica: il suo look è piacevole agli occhi per il gentil sesso e per il pubblico più “casual”. Reigns avrebbe anche carisma se parlasse poco. In fondo il suo è un personaggio che fa molta azione e poco chiacchiericcio, ma spesso la WWE ha tirato troppo la corda, facendolo parlare troppo e quindi male, date le sue povere mic skills. Un babyface che per una logica prettamente aziendale funziona, dato che è diventato il best seller della WWE, superando John Cena.

“The Monster Among Men” vs “The Big Dog”

La gente nelle arene americane pagherebbe oro pur di vedere il primo pestare il secondo, ma in realtà quest’ultimo è nettamente migliore. Considerando l’ultimo anno gli unici match singoli di Strowman valutati più di tre stelle da Meltzer sono, guarda caso, solo quelli con Reigns, protagonisti di più o meno decenti scazzottate. Reigns, nello stesso periodo di tempo, ha superato le tre stelle di Meltzer in match con Samoa Joe, Lashley, Cena, Rollins, oltre che con Strowman. Sul ring è nettamente migliore il samoano, sopratutto per psicologia in ring, dove il mostro ha pesanti pecche.Per presenza scenica già mi sono espresso su Reigns e Strowman non regge il confronto con lui. Al microfono Strowman è più efficace, in relazione alla sua gimmick, ma penso che abbia più carisma Reigns, sopratutto se parla poco.

Le persone dovrebbero iniziare a differenziare un wrestler “overpushato” come Reigns, rispetto ad un wrestler mediocre come Strowman. Roman non fa schifo, come ho appena finito di raccontare. Ci hanno solamente puntato troppo, causando un odio esagerato nel pubblico simile a quello avuto per John Cena ai tempi, con le dovute proporzioni. La febbre della gente per Strowman a mio avviso è soltanto una moda passeggera, destinata a finire per quanto egli sia ripetitivo.

” In anybody else’s hands, this is just a microphone, in my hands, it’s a PIPEBOMB “

Pasquale Rosario Iazzetta

25 anni, dottore in Economia e Commercio e studente del master in Antitrust e Regolazione dei Mercati. Editorialista per The Shield of Wrestling: scrive articoli di opinione, si occupa di Pipebomb e delle preview degli eventi della WWE e di Impact. Ha iniziato a guardare wrestling quando Smackdown veniva trasmesso in seconda serata su Italia 1. Admin del gruppo Facebook WHAT A MATCH, segue WWE, Impact e AEW. E' convinto che non esistano tipologie di wrestling migliori o peggiori di altre, ma che ce ne siano per ogni gusto. Tra le altre cose è un arbitro di calcio e un attivista politico.