Report Hell in a Cell - WWE
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Report Hell in a Cell – WWE

Report Hell in a Cell 2020 - WWE: Chi sopravviverà alla carneficina dell'infernale struttura metallica?

Ultimo aggiornamento:
WWE Hell in a Cell 2020
Data di uscita
25 Ottobre 2020
Luogo
WWE ThunderDome (Orlando, Florida)
Orario
23:00 (Italia), 17:00 (USA)
Luogo della messa in onda
WWE Network

Report Hell in a Cell – WWE. Benvenuti nel nuovo pay-per-view targato WWE. Siamo nel mese dedicato alla diabolica struttura uscita dai meandri più profondi dell’Inferno, l’Hell in a Cell, pronta anche quest’anno per logorare anima e corpo di chi ci mette piede. A raccontarvelo in diretta sarà il vostro amichevole Alex Bruno di quartiere.


Il kickoff di Hell in a Cell inizia alle 23:00 italiane e, come di consueto, ci accolgono Charly Caruso, Booker T, Jerry “The King” Lawler, Jeff Jarrett Peter Rosenberg pronti ad illustrarci e a discutere della card dell’evento. 

La visuale si sposta su Kayla Braxton intenta ad intervistare Paul Heyman, il quale ci ricorda delle conseguenze che sia Roman Reigns che Jey Uso dovranno affrontare in caso di sconfitta, pur mostrando comunque estrema fiducia nella vittoria del proprio cliente.

La regia inquadra Peter Rosemberg Jerry “The King” Lawler all’interno dell’Hell in a Cell ricapitolando, in breve, in cosa consiste il match soffermandosi anche sulla variante “I Quit”.

La visuale si sposta su Sarah Schreiber intenta ad intervistare Jeff Hardy, il quale afferma che la sua Twist of Fate aspetta solo Elias.

Il campione 24/7 R-Truth raggiunge il tavolo di analisi, dando vita ad una breve gag con Jeff Jarrett confondendolo con “Road Dogg” Jesse James, in riferimento ai personaggi di Double J e di Real Double J durante la New Generation.

Una volta andatosene R-Truth, Elias fa la sua comparsa al tavolo di analisi e giustifica nuovamente le sue azioni nei confronti di Jeff Hardy con l’incidente d’auto di qualche mese fa, per poi parlare brevemente anche del suo prossimo album ringraziando Jarrett di essere stato d’ispirazione per lui, tanto da dedicargli una canzone molto poco lusinghiera in realtà.

La regia manda in onda il Law & Otis già visto a SmackDown.

John Morrison & The Miz, in collegamento dal backstage con il tavolo di analisi, ribadiscono la loro intenzione ed il loro diritto di togliere la valigetta del Money in the Bank dalle mani di Otis. 

WWE 24/7 CHAMPIONSHIP MATCH: R-TRUTH (c) VS DREW GULAK

Il match di questo kickoff, annunciato poche ore prima della messa in onda, vede il campione 24/7 R-Truth mettere in palio la propria cintura contro Drew Gulak. Quest’ultimo, prima dell’inizio del match, “stringe amicizia” con Little Jimmy per poi “dargli un calcio”, facendo infuriare il 42 volte 24/7 Champion. L’ex-campione dei Cruiserweight, però, inizia a concentrare i suoi attacchi nella gamba destra dell’avversario, tentando poi un roll-up ed una presa di sottomissione alla gamba destra. Gulak cerca di sfoderare il suo bagaglio tecnico ma Truth, prendendo ispirazione da John Cena, mette a segno le 5 Moves of Doom fino alla 5 Knuckle Shuffle ma fallendo nell’esecuzione, dell’Attitude Adjustement. Dopo una breve battaglia, il campione riesce a confermarsi tale dopo un roll-up.

VINCITORE ED ANCORA CAMPIONE: R-TRUTH

Nel post match-fanno la loro comparsa i Lucha House Party ed Akira Tozawa pronti a prendersi la cintura, costringendo Truth alla fuga. Gulak, poco dopo, si ferma brevemente al tavolo di analisi solo per dire che John Cena, l’idolo d’infanzia del campione 24/7, fa schifo.

La visuale si sposta brevemente sulla RETRIBUTION, il cui leader Mustafa Ali afferma che hanno ancora un conto in sospeso con l’Hurt Business.

Il pay-per-view, dopo che il kickoff si è chiuso con la gabbia che viene calata sul ring, ha inizio con un breve filmato riassuntivo con sottofondo la theme song dell’evento: Welcome to my Hell degli Holy Wars.

WWE UNIVERSAL CHAMPIONSHIP HELL IN A CELL I QUIT MATCH: ROMAN REIGNS (c) (w/PAUL HEYMAN) VS JEY USO

L’opener dell’evento, al contrario di quanto ci si potesse aspettare, è l’Hell in a Cell I Quit Match che vede il “Tribal Chief” Roman Reigns mettere in palio il titolo Universale contro il cugino Jey Uso. I due samoani, prima di iniziare anche solo a colpirsi, iniziano una breve discussione interrotta dal Big Dog che molto velocemente inizia a dominare il match, sebbene sia evidente che all’inizio ci stia andando piano per poi aumentare lentamente la forza e la violenza. Il membro degli Usos, d’altro canto, cerca di fare del suo meglio mettendo a segno due Suicide Dive che fa sbattere le spalle dell’avversario contro la gabbia, riuscendo anche a scagliarlo contro le pareti della stessa prima di subire una Spear del campione. The Guy, ormai incurante del legame che lo lega al contendente, prima evita un Suicide Dive colpendolo con un’Elbow Smash, per poi ricorrere ad una seconda Spear esortandolo ad arrendersi prima che la situazione peggiori, cercando una terza Spear finendo soltanto per essere atterrato da un Superkick di Jey, seguito da due Uso Splash ma ciò come prevedibile non basta a farlo arrendere. Il fratello di Jimmy Uso prende una cinghia in cuoio da sotto il ring, usandola per frustare Roman più volte ma questi non solo resiste ma mette a segno una terza Spear. Il Tribal Chief prende la cinghia e restituisce al cugino le frustate subite, ma stavolta tali colpi sono di gran lunga più efficaci, arrivando a legare la cinghia attorno al braccio del rivale per poi frustarlo ancora più violentemente. Jey cerca di resistere mettendo a segno un’Elbow Smash sfruttando la tensione della cinghia, seguita da un Superkick e, dopo aver evitato un Superman Punch, strangola il familiare con la cinghia. Il contendente numero uno prende una sedia e si appresta a colpire il campione, ma questi mette a segno un Superman Punch seguito dalla Guillotine ed a nulla valgono gli incitamenti dell’arbitro e di Paul Heyman, Jey non si arrende. L’ex-Shield inizia ad averne abbastanza e disperato lo esorta ad arrendersi, ritrovando un minimo di umanità che però stronca subito mettendo a segno il suo Dropkick sull’apron, implorando al cugino di cedere ma, all’ennesima risposta negativa, Reigns prende i gradoni d’acciaio e li posiziona accanto alla testa di Jey, usandoli come rinforzo ad un altro Dropkick che fa impattare la testa dell’avversario contro il paletto. L’arbitro inizia a preoccuparsi e cerca di decretare la fine dell’incontro, ma il Big Dog non è d’accordo e lo lancia oltre la terza corda. Intervengono quindi altri arbitri, capeggiati da Adam Pearce Jamie Noble, ma anche le figure dirigenziali non sono d’aiuto dato che Roman posiziona i gradoni sopra l’avversario, esaurendo la pazienza e dandogli un ultimatum per riconoscerlo come il capofamiglia ma a questo punto arriva anche Jimmy Uso, il quale è preoccupato per il fratello e cercando di ricordare al Big Dog che loro sono la sua famiglia e che sta andando troppo oltre. Tali parole sembrano sortire l’effetto sperato, con un Roman in lacrime che stringe la mano dell’altro cugino ma, inaspettatamente, lo blocca nella Guillotine costringendo Jey a cedere dopo tale scena.

VINCITORE E ANCORA CAMPIONE: ROMAN REIGNS

Nel post-match si presentano Afa & Sika Anoa’i, Wild Samoans, i quali incoronano ufficialmente Roman come Tribal Chief.

SINGLES MATCH: ELIAS VS JEFF HARDY

Fa il suo ingresso al WWE ThunderDome Elias, il quale inizia uno dei suoi concerti pre-match dedicato al suo avversario di stasera: Jeff Hardy. L’inizio della contesa vede in leggero vantaggio il Drifter, ma il Charismatic Enigma non ci mette molto a recuperare lo svantaggio e ad ottenere il controllo della contesa prima di ingaggiare un combattimento fuori dal ring, per poi cercare di lanciarsi contro l’avversario aiutato dai gradoni finendo, però, per schiantarsi contro la barricata. Tale strategia aiuta il chitarrista a dominare il match, bloccando l’avversario in una Headlock dalla quale riesce a liberarsi, per poi mettere a segno la combinazione Atomic Drop & Double Leg Drop e cerca la Twist of Fate ma Elias la evita e mette a segno una Sit-Out Powerbomb. Hardy, nonostante tale colpo, riesce comunque a recuperar ed a connettere con la Whisper in the Wind e la Twist of Fate, poi si arrampica sul paletto cercando anche la Swanton Bomb ma il chitarrista esce dal ring e prende la chitarra che, però, gli viene presa dall’avversario ed usata per colpirlo facendo scattare la squalifica.

VINCITORE (VIA DQ): ELIAS

La visuale si sposta su Kayla Braxton intenta ad intervistare Otis, il quale afferma che non gli permetterà di portargli via anche la valigetta del Money in the Bank.

MONEY IN THE BANK BRIEFCASE MATCH: OTIS (c) (w/TUCKER) VS THE MIZ (w/JOHN MORRISON)

Il prossimo match in programma vede messa in palio non una cintura, ma la valigetta del Money in the Bank di Otis, il quale è chiamato a difendere la propria opportunità titolata contro The Miz. Il Mr. Money in the Bank domina subito il match, riuscendo ad evitare anche un tentativo di Skull Crushing Finale ed  a far sbattere l’avversario contro il tavolo dei commentatori ma, a causa di un’interferenza di John Morrison, subisce una Snap DDT. L’Awesome One va per la Sleeper Hold, ma Otis non cede e Miz di tutta risposta lo colpisce con un doloroso Big Boot alla tempia, per poi usare gli YES Kick ma l’ex-Heavy Machinery inizia il suo comeback che gli permette di ribaltare la situazione ed a tentare il Caterpillar, ma Morrison salva all’ultimo il suo tag team partner. Grazie a tale salvataggio ed ad un’altra interferenza, Mizanin ha una breve situazione di recupero e stringe i denti anche dopo l’espulsione di Morrison, ricevendo un aiuto del tutto inaspettato: Tucker colpisce Otis con la valigetta e permette al Magnifico di diventarne il nuovo detentore. 

VINCITORE E NUOVO DETENTORE: THE MIZ

Poco dopo Miz, intervistato da Kayla Braxton, afferma di essere pronto ad incassare con successo la valigetta. Poco dopo si unisce anche Tucker, il quale afferma di aver colpito Otis perché questi non sarebbe riuscito a fare niente senza di lui. Il trio viene raggiunto da un furioso Otis che ingaggia una rissa con l’ormai ex-migliore amico.

SMACKDOWN WOMEN’S CHAMPIONSHIP HELL IN A CELL MATCH: BAYLEY (c) VS SASHA BANKS

Il penultimo match della serata è il tanto atteso Hell in a Cell Match che fa da contorno allo scontro tra Bayley Sasha Banks, contesa che vede messo in palio anche il titolo femminile di SmackDown detenuto dalla prima. Prima dell’inizio della contesa la Role Model perde la sua fida sedia, che finisce fuori dalla gabbia a seguito di un Dropkick della Legit Boss, per poi iniziare a subire i colpi dell’ex-migliore amica che mette subito a segno la Banks Statement ma, dopo che la campionessa si è liberata da tale sottomissione, inizia a darsi battaglia con la sua nemesi riuscendo a sfilarle di mano uno shinai, lanciandolo fuori dalla gabbia, prendendo poi un tavolo ed aprendolo e Bayley recupera cercando di usarlo come arma, ma tale mossa le si ritorce contro e finisce per subire ben due Meteora: una contro la gabbia e l’altra dalla terza corda. La cugina di Snoop Dogg cerca a sue volte di colpire l’avversaria con una sedia, venendo però gettata fuori dal ring finendo per atterrare sul tavolo aperto poco prima, usandolo subito come sotterfugio per poter mettere a segno un’altra Meteora contro la gabbia, per poi lanciarla contro di essa con un’Hurricanrana prima di farla schiantare contro i gradoni d’acciaio. La Boss posiziona due shinai tra gradoni e gabbia, cercando di farci schiantare la campionessa con un Suplex finendo, però per sbattere violentemente contro i gradoni d’acciaio. La campionessa femminile di SmackDown più longeva riesce a far sbattere la gola dell’avversaria contro gli shinai, nuovamente posizionati tra gradoni e grata, iniziando a dominare il match ma Sasha non si da per vinta, riuscendo nuovamente a far sbattere la Role Model contro una parete della gabbia, stavolta con una Sunset Flip Powerbomb. L’ex-Hugger riesce, poco dopo, ad evitare di essere bloccata nella sedia come venerdì scorso, cercando poi di far schiantare l’avversari contro una sedia incastrata tra le corde, riuscendoci soltanto dopo esserci finita contro a sua volta prima di mettere a segno una Diving Elbow Drop. Ancora una volta la Banks si libera, usando nuovamente la Banks Statement prima di essere incastrata nel telo dell’apron ed usata come bersaglio dalla campionessa armata di shinai. La prima Women’s Grand Slam unisce due shinai con il nastro adesivo, poi va in direzione della contendente ma quest’ultima la schizza con un estintore e, poco dopo, si lascia andare alla furia più cieca causata da mesi e mesi di frustrazione, mettendo a segno un’ulteriore Meteora contro l’angolo della gabbia, per poi colpirla violentemente con lo shinai. Sasha non ha ancora finito e va per la Frog Splash, ma Bayley evita l’impatto usando la sua sedia come scudo. La Role Model cerca la fuga, ma ciò si rivela una tattica per farle schiantare violentemente la testa per terra prima di prendere una scala portarla sul ring, posizionandola su due sedie e facendoci sbattere contro l’avversaria con un Flapjack. Non contenta Bayley prende una bomboletta spray, usandola per imbrattare la rivale, per poi cercare di colpirla con una sediata dalla terza corda ma la Boss la evita e, dopo una Meteora, mette a segno una Bayley-to-Belly contro la scala come ulteriore punizione verso l’odiata rivale. La campionessa, quindi, mette a segno a sua volta la Bayley-to-Belly e torna a colpire la contendete con una sedia, cercando di usarla per un’altra Bayley-to-Belly, ma ancora una volta è costretta a fare i conti con i riflessi di Sasha che usa tale oggetto per rinforzare la Banks Statement decisiva. Abbiamo una nuova SmackDown Women’s Champion.

VINCITRICE E NUOVA CAMPIONESSA: SASHA BANKS

La visuale si sposta sull’Hurt Business, i quali accettano la sfida di Mustafa Ali e scelgono come loro rappresentante Bobby Lashley, mentre come suo avversario vorrebbero Slapjack. Montel Vontavious Porter, tra l’altro, annuncia che tale match avrà in palio il titolo degli Stati Uniti.

UNITED STATES CHAMPIONSHIP MATCH: BOBBY LASHLEY (c) VS SLAPJACK

E, come anticipato poc’anzi, il prossimo match vede il campione degli Stati Uniti Bobby Lashley mettere in palio la cintura contro Slapjack. L’ex-Shane Thorne si lancia subito  all’attacco ma, in breve tempo, finisce per subire il dominio del CEO dell’Hurt Business. Lashley mette a segno un Vertical Suplex ma, inaspettatapente, si ritrova a subire una rimonta del membro della RETRIBUTION che arriva ad eseguire con successo una Tornado DDT. Il dominio di Slapjack ha però vita breve, finendo poco dopo vittima della Full Nelson Lock.

VINCITORE E ANCORA CAMPIONE: BOBBY LASHLEY

Nel post-match Lashley viene attaccato da T-Bar Mace, su ordine di Mustafa Ali, ma poco dopo i suoi compagni dell’Hurt Business ricacciano il gruppo di anarchici.

WWE CHAMPIONSHIP HELL IN A CELL MATCH: DREW MCINTYRE (c) VS RANDY ORTON

Ma adesso arriviamo al main event dell’edizione 2020 di Hell in a Cell, ultimo match con tale stipulazione che stavolta ha come premio per il vincitore il titolo WWE, che il campione Drew McIntyre è chiamato nuovamente a difendere contro Randy Orton. La contesa non ha nemmeno inizio che The Viper, travestito da membro della sicurezza, attacca lo scozzese ma questi si lancia al suo inseguimento finendo per battagliarsi fuori dalla gabbia. Orton arriva a scoprire il tavolo dei commentatori, è pronto a scagliarci contro McIntyre, ma questi passa al contrattacco fino a trascinare l’Apex Predator all’interno dell’Hell in a Cell. I due continuano la loro battaglia anche dentro la cella, il Legend Killer va per la RKO ma lo Scottish Psychopath la evita e, dopo averlo trascinato fuori dal ring, fa sbattere l’avversario contro i muri della gabbia e addirittura contro un paletto, per poi prendere una sedia da sotto il ring ed usarla per colpire l’atleta di terza generazione prima di ripiegare sui gradoni d’acciaio. McIntyre ha il pieno controllo del match e stavolta lancia contro Randy altri gradoni d’acciaio, ma questi evita il colpo tornando sul ring prima di colpire il ginocchio destro del campione con una sedia, dando inizio alla propria rimonta. L’ex-Evolution inizia a rivelare il lato più sadico di sé costringendo il rivale a premere la faccia contro la gabbia, prima di farlo schiantare contro i gradoni per ben due volte. Il figlio di Bob Orton prende un tavolo da sotto il ring, lasciandolo stare per il momento tornando a combattere con Drew che, nonostante tutto, incassa i colpi ma non ha alcuna intenzione di darsi per vinto, riuscendo finalmente a recuperare lo svantaggio accumulato e cerca la Future Shock, atterrando poi l’avversario con un Neckbreaker per poi fargli sfondare il tavolo posizionato dallo stesso Orton con un Back Suplex. Nonostante tutto, però, il contendente mette a segno un Low Blow seguito da una Apron DDT e prende da sotto il ring delle cesoie, che usa per rompere le catene ed uscire dalla gabbia, ma McIntyre non è d’accordo con le intensioni di The Viper, tentando di riportarlo all’interno della struttura finendo soltanto per esserci scagliato sopra. Randy Orton, esattamente come Mick Foley a King of the Ring 1998, si arrampica sul tetto della cella ed invita l’avversario a raggiungerlo, cosa che lo scozzese non esita a fare. Una volta in cima alla struttura demoniaca, però, l’Apex Predator cerca di colpire il campione con un oggetto contundente finendo, poco dopo, per darsi battaglia sulla parete fino a far sfondare all’ex-TNA il tavolo dei commentatori. Il Legend Killer segue sadicamente il povero McIntyre strisciare fino all’interno della gabbia, per poi trascinarlo sul ring e preparare la sua fida RKO che, però, viene ribaltata in un roll-up seguito da una Claymore che lo fa finire fuori dal ring. Non contento, Drew posiziona Randy sul ring e va per la seconda Claymore ma Orton la evita e mette a segno la RKO decisiva.

VINCITORE E NUOVO CAMPIONE: RANDY ORTON

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Molti match deludenti
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Evento passabile

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