Pagellone di NJPW NEW JAPAN CUP 2020
Pagellone di NJPW NEW JAPAN CUP 2020

Pagellone di NJPW NEW JAPAN CUP 2020

Ecco a voi il pagellone della NEW JAPAN CUP

Pagellone di NJPW NEW JAPAN CUP 2020, ecco a voi il Pagellone della NEW JAPAN CUP

La NEW JAPAN CUP è terminata e ve l’abbiamo raccontata tutta, ma proprio tutta. Dalla cavalcata di Hiromu ai promo per il debutto di Master Wato. Immergiamoci, allora, nelle valutazioni del caso. Lo farò utilizzando il format del Pagellone, una modalità ripresa da un lato giornalistico sportivo a me molto caro… ma con qualche differenza. Il Pagellone non è nient’altro che la valutazione dei protagonisti di un determinato mondo, da 0 a 10. In questo caso, però, valuterò tutti i partecipanti della NEW JAPAN CUP, seguendo la scala sovra citata. Non ci resta che partire!

Voto 0… A Jado e al suo Kendo Stick

Alcuni heel solitamente barano per vincere, soprattutto quando si trovano dinanzi un avversario più tosto di loro. Lui no, gioca sporco contro niente poco di meno che Toru Yano e non riesce comunque a portarla a casa.
Caporetto.

Voto 1… al fidato compare del numero 0

Gedo, sfortunato nei sorteggi, incontra Okada al primo turno. Si presenta sul ring fingendo un infortunio, prova tutte le vie più sporche ma nessuna gli riesce, miriadi di tirapugni piazzati nei posti più impensabili. Un piano teoricamente efficace che va a distruggersi nella pratica.
Caporetto II, la vendetta.

Voto 2… ai rasoi del male

Se non son tirapugni allora son rasoi, nascosti praticamente ovunque da Toru Yano nella vuota Korakuen Hall nel match contro Hiromu Takahashi. Yano ha dalla sua la tremenda paura di Hiromu ma non trova il modo di capitalizzare l’importante vantaggio. Le sue ali da gigante giullare gli impediscono di studiare una strategia credibile.
Decadentista.

Voto 3… ancora a membri della Lega dei Supercattivi

Due wrestler di due stable diverse, abbiamo parlato tanto di BULLET CLUB, partiamo ancora da loro. Yujiro Takahashi riesce a scrivere l’ennesima pagina grigia della sua faida con Hirooki Goto, decine di sconfitte rimediate contro il Guerriero, una sola vittoria. Goto tira fuori il meglio dall’avversario che, però, come i compagni di stable pensa a tutte le scorciatoie possibili senza trovarne una realmente efficace.
Ritenta, sarai più fortunato.
L’altro wrestler è El Desperado, stavolta Suzuki Gun, altro gruppo di omoni che per la maggioranza non ha reso secondo le aspettative. El Desperado trova contro di lui lo Stone Pitbull al primo turno, non una passeggiata. Fatto sta che come praticamente tutti gli atleti citati prima, prova a vincere sfruttando vie non proprio pulite, nemmeno lui riesce. Forse i colpi di Jun Kasai si sentono ancora, forse con la maschera non vedeva bene, forse l’indole del Supercattivo ti spinge a fare figuracce, chi lo sa…
Senza scuse.

Voto 4… al maestro delle sottomissioni

Zack Sabre Jr. è l’ennesimo wrestler che aveva tutto dalla sua parte e che, come gli altri, non riesce a sfruttare nulla. Non è mai stato battuto da Kota Ibushi nella Coppa, ma stavolta, rapido ed indolore viene spazzato via in un match che per certi versi odora molto di RevPro. Breve, semplice ed a tratti anti-caratterizzante.
Submission Master, quando gli pare.

Voto 5… alla Niña, Pinta e Santa Maria

Partiamo con Yoshinobu Kanemaru che al primo turno sconfigge uno Young Lion ed al secondo perde un match già vinto con Taiji Ishimori. Soffermandosi sulla seconda contesa, è inspiegabile come il membro del Suzuki Gun sia riuscito a perdere un incontro dove l’unico creatore di una seria offensiva è effettivamente lui stesso.
Suicidio.
Andiamo poi a Minoru Suzuki, che al termine dell’ennesimo grande match con Yuji Nagata, perde, proprio al primo turno. Ci si aspettava di più anche se fare i conti con la giustizia non è proprio il compito più facile al mondo.
5-6, palla al centro.
Si conclude con Shingo Takagi, un drago poi non così ruggente. Perde anche lui al primo turno, ma addirittura con un Jr. Heavyweight. Quando si pensa al Drago si punta sempre in alto, peccato per la precoce sconfitta. Sconfitta, poi, contornata da prestazioni non proprio decorose nei soliti tag match che riempiono le giornate di Coppa.
Deludente.

Voto 6… alla Sufficienza-Gun

Con tale nome voglio rappresentare tutti i wrestler (e sono tanti…) che per un motivo o per l’altro non sono andati oltre la mera sufficienza, che per qualcuno, però, potrebbe essere effettivamente già un grande passo.
Partiamo con Tomoaki Honma, l’ex BJW è il primo ostacolo del cammino di Hiromu Takahashi, gli crea difficoltà ma non riesce a portare a termine il suo compito.
Sarà per la prossima Kokeshi.
Avanziamo con Togi Makabe che, come Yoshinobu Kanemaru, sconfigge un giovane leone ed avanza al secondo turno, venendo sbaragliato però dallo Stone Pitbull. Grande prestazione nel secondo incontro ma che non gli basta per superare la sufficienza.
King Kong nì.
Ho citato gli Young Lion ed allora parliamone, tutti e tre, come da tradizione escono al primo turno. Sarebbe stupido stare a sindacare su una scelta culturalmente così radicalizzata. Spicca, però, leggermente più di tutti Yota Tsuji, che aiuterà poi Hiromu Takahashi a continuare il suo cammino.
Doveva andare così, leoncino.
Anche l’Asso, Hiroshi Tanahashi, finisce nell’elenco delle sufficienze. Fa strano quando si pensa ad un nome di tale caratura ma il fenomeno orientale esce al primo turno, nonostante gli sforzi non riesce a capitalizzare contro un avversario di cui poi parleremo attentamente, che unisce furbizia ad una tremenda tecnica in ring. Tanahashi avrà modo di prendersi la sua rivincita, ma per ora rimane lui il vinto.
Vittima del decreto Backdrop.
Ryusuke Taguchi guadagna il 6 politico, perdendo contro un Cavaliere che però fa risultato soltanto grazie ad un Roll-Up, insomma, esce ma senza particolari colpe. Soprattutto poi quando lo stresso SANADA, incontrato al primo turno, trova la semifinale. Poteva fare di più ma la sua sconfitta presenta giustificazioni plausibili.
Oh My God… Paradise Lock.
YOH entra ufficialmente nel club, ma se il buon Taguchi ha forti giustificazioni, le sue sono inscalfibili. Si infortuna gravemente durante il primo match e riesce addirittura a continuare fino la fine, a tratti eroico ma non basta.
Sfortunato a dir poco.
Incontriamo l’avversario di YOH durante il primo turno, BUSHI, che supera il primo round contro l’infortunato membro dei R3K ma esce al secondo turno contro l’altro illustre infortunato, YOSHI-HASHI. Insomma, forse tutto quello che tocca muore, fatto sta che comunque il suo lo compie, anche se ci penserei su prima di nominarlo, magari succede qualcosa…
Macbeth.
Si chiude con i Tencozy, entrambi sufficienti, andrebbero espresse due parole in più su Kojima che perde contro il Dio del Male in persona, ma potremmo soltanto dire che EVIL di riffa o di raffa ha comunque vinto.
Uniti Resistiamo.

Voto 7… a chi ci ha creduto veramente

Si parte con Tomohiro Ishii che arriva nella semifinale del tabellone di sinistra per poi schiantarsi contro una Bomba che stava esplodendo. Ishii spazza via un furfante ed un Gorilla, penso basti per far comprendere la potenza di questo uomo. Un sangue puro della disciplina che non si stanca mai, ma che come già ribadito, cade ai piedi di una cavalcata ineffabile.
Semplicemente… Stone Pitbull.
Blue Justice, Yuji Nagata. La leggenda è protagonista al primo turno di un incontro micidiale con Minoru Suzuki. Avanza sorprendentemente e si ritrova contro il Rainmaker, riesce a combattere fino alla fine ma la nuova manovra dell’avversario è troppo potente. Chapeau all’incredibile Avalanche Exploder Suplex eseguito su Okada, non invecchia mai.
Rinchiuso nella Stanza dello Spirito e del Tempo.
Il bel voto arriva anche ai 2 dei 3 eroi che hanno portato fieramente sulle loro spalle la divisione dei Jr. Heavyweight;
Partiamo col maggior rappresentante del BULLET CLUB nel torneo, Taiji Ishimori. Nel primo turno sconfigge uno Young Lion. Come detto nella valutazione di Kanemaru, Ishimori crea una vittoria dal nulla e passa anche il secondo turno. Anche lui si ritrova in una delle semifinali del tabellone di sinistra e se la gioca fino alla fine con Okada, anche con lo sporco aiuto di Gedo, che in questo caso però risulta più calibrato. Ishimori, fino alla fine, sembra ad un passo dalla possibile vittoria, ma anche lui poi sviene nelle fauci del Cobra.
Vice-White.
L’altro Jr. Heayweight è SHO che prima sconfigge il Drago e poi tiene testa a SANADA fino alla fine. SHO ha innegabilmente una passione sconsiderata per questa disciplina, ci mette l’anima. Il bel voto sarebbe stato lo stesso anche solo dopo il match contro Shingo, l’invenzione del Cross-Armed Piledriver non è cosa da poco. Pecca un po’ in ingenuità, ma è giovane e può consolidare il tassello nel tempo.
Scocca frecce fulminee.
Il bel voto lo becca anche un Kota Ibushi che ribalta le carte in tavola e combatte fino alla fine col Sacro Imperatore Taichi, che aveva eliminato il suo compagno tag. Kota ci prova fino alla fine ma il Guanto di Lizuka, DOUKI e Zack Sabre Jr. insieme sono ossi duri da scalfire. L’Asso lo aiuta ma non riescono comunque, una volta che finisci nel Black Mephisto… non ne esci più.
Splende ma c’è un Sole più grande di lui.
Il Guerriero, Hirooki Goto, finisce nella lista per aver provato a combattere il Male, nel secondo turno, fino alla fine, senza poi riuscirci. Scopriremo poi che nessuno ci riuscirà. Nel primo turno Goto, come già ribadito, sconfigger Yujiro Takahashi.
(Quasi) Goroshi.
Si conclude il listone con SANADA, che arriva in finale del tabellone di destra ma poche volte convince appieno. Lui sconfigge l’Imperatore ma ancora una volta con Roll-Up. L’unica vittoria veramente meritevole arriva con SHO, facente parte di una categoria diversa dalla sua. Le vittorie son sempre vittorie, ma talvolta van contestualizzate Anche lui viene imprigionato nel morso delle Tenebre, nonostante avesse un rapporto, sulla carta buono, con esse.
Vince ma non convince.

Voto 8… a due eroi di epoche diverse

Da una parte abbiamo un Die Hard, ovvero YOSHI-HASHI.
Il membro del CHAOS si ferma soltanto dinanzi ad un infortunio che potrebbe costargli la carriera. Batte agevolmente Tenzan e BUSHI in due incontri di livello, soprattutto quello con l’ex campione mondiale. Arriva al match con EVIL senza forza, non si regge in piedi, un ginocchio è completamente andato ma non si abbatte. Il Re dell’Oscurità lo dilania, continua a colpire il ginocchio dell’avversario con la sedia ma lui non si dà per vinto. EVIL lo blocca nella Sharpshooter e l’Head Hunter non riesce più a sopportare il dolore. Ne esce come un eroe, come un protagonista di quelle belle storie che per qualche motivo si infrangono. Resilienza.
Filled with Determination.
Dall’altra parte abbiamo il grande Taichi che rende orgoglioso il suo maestro, niente poco di meno che Toshiaki Kawada, uno dei 4 Pilastri del Paradiso del Wrestling. Si fa strada a suon di Gamengiri, Backdrop Driver e perfette Powerbomb. Esce dalla competizione per colpa di un Roll-Up, non un degno finale per chi ha dimostrato di essere migliore sia di Kota Ibushi che di Hiroshi Tanahashi. Crea un perfetto mix tra lo scontro in ring ed il cruento brawl. L’aiuto dei compagni di stable è sempre finalizzato, tranne quando finisce per mettersi in mezzo Kanemaru. Taichi esce comunque da eroe dalla competizione ed avrà l’occasione per rifarsi. Furbizia.
Un Imperatore che cammina per la Strada dei Re.

Voto 9… a chi troppo vuole e nulla stringe

Okada, il Rainmaker inventa una nuova mossa che lo aiuta a sbaragliare un certo tipo di competizione. Poniamoci, però, una questione… Okada avrebbe comunque vinto quei match senza la sottomissione? Probabilmente sì. Resta, quindi, un punto di domanda sull’attuale stint del Rainmaker, perché reinventarsi senza basarsi su solide sicurezze? Tralasciando il grosso punto di domanda, Okada è Okada ed arriva in finale, convincendo. Sconfigge l’infame Gedo, Blue Justice, Bone Soldier ed il TIME BOMB. Nel finale accade un qualcosa di totalmente inaspettato che lo porta alla sconfitta, oltre al giocare sporco del suo avversario. C’è il BULLET CLUB, ancora una volta, nel cammino del Rainmaker. Chissà cosa punterà Okada adesso. Aveva tutto in mano e ha deciso di fare più del dovuto.
Sprecone.

Voto 10… alle due facce del Fighting Spirit

Everything Is… TOO SWEET! EVIL vince la coppa e sbaraglia l’intera concorrenza. Dal primo match ha un obiettivo in testa, vincere. Non importa come ci si arrivi, la vittoria è il fulcro, il vincente comanda. Dal lato opposto abbiamo Hiromu Takahashi in piena redenzione, vuole sfidare il suo amico Tetsuya Naito ma soprattutto vuole dimostrare al mondo che i Jr. Heavyweight non hanno niente da invidiare agli Heavyweight. Hiromu è il terzo dei wrestler facenti parte della categoria ad aver dato lustro al suo mondo, lui però non ci pensa minimamente a cedere o buttarsi giù, Hiromu finisce fuori dalla Coppa per svenimento, perdita di sensi, contro Kazuchika Okada. Sia EVIL che Hiromu hanno un obiettivo, portato avanti in una maniera diametralmente opposta, da una parte abbiamo la completa uccisione dell’etica, dall’altra abbiamo una persona che con mezzi puliti vuole creare un’Arca e portarci su tutti quelli che credono al suo sogno. Non scordandoci, appunto la promessa fatta a Naito. Un giorni i due dovranno scontrarsi, quello sarà il giorno più importante della loro carriera. Barare o giocare secondo le regole, il fine non riconosce l’entità morale dei mezzi. Entrambi combattono sotto lo le stesse stelle, entrambi lottano per qualcosa.
EVIL al fin della licenza non perdona e tocca, Hiromu non percorre la strada del malizioso. 

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