Pipebomb #27: IMPACT! Wrestling ha problemi in ogni dove

Pipebomb #27: IMPACT! Wrestling ha problemi in ogni dove

Nonostante gli sforzi, IMPACT! Wrestling non riesce ad ingranare e i problemi sono molteplici

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Recentemente abbiamo fatto un viaggio all’interno della nostra rubrica HeXagon su alcune delle pagine più iconiche della compagnia statunitense conosciuta prima come TNA e ora come IMPACT! Wrestling. Tuttavia, appare corretto e doveroso soffermarsi momentaneamente sul presente per un’attenta valutazione che però continua ad evidenziare un problema che perseguita da anni la compagnia fondata da Jeff Jarrett: riuscire a trattenere i talenti.

Avete letto bene. Basta una rapida occhiata per capire che attualmente il roster di IMPACT! risulti monco e poco interessante. Certo, al suo interno figurano nomi come Rob Van Dam, Rhino e Ken Shamrock (nomi il cui tramonto è in procinto di concludersi) e ottimi prospetti come Sami Callihan, Rich Swann, Eddie Edwards, Ace Austin e Michael Elgin ma siamo sicuri che siano questi i profili su cui debba reggersi una promotion che è in circolazione da quasi 20 anni?

Qualche rapido confronto

Se pensiamo ad un anno fa è incredibile quanto siano cambiate le cose ad IMPACT!. In meno di 365 giorni, nomi quali Johnny Impact, Brian Cage, Killer Kross, Eli Drake, LAX e Lucha Brothers hanno preferito approdare in altri lidi lasciando di fatto un vuoto cosmico che rigetta indietro la promotion di diversi anni.

Qualora vi stiate chiedendo quali siano le cause e le motivazioni di questo ammutinamento la risposta è presto servita: mancanza di blasone. Inutile nascondersi dietro a un dito. Nonostante l’egregio lavoro nella costruzione di storylines interessanti, IMPACT! Wrestling non è più riuscita ad essere come l’allora TNA “riducendosi” ad essere un ottimo palcoscenico per i wrestler di tutto il mondo per mettersi in mostra e puntare ad accrescere il proprio status. E se pensiamo che una parte dei nomi precedentemente citati sono andati in AEW, federazione che è sì sulla bocca di tutti ma che ha appena un anno di vita, e in WWE, allora qualcosa vorrà pur dire. D’altronde, per un lottatore odierno il sogno è approdare nella Serie A della disciplina, triade composta dalle due federazioni americane già citate e dalla NJPW. Và sottolineato che tale declino non è solo legato ad IMPACT! ma anche alla Ring Of Honor che sta perdendo pezzi in ogni dove.

Parlando di AEW e di tag team match, com’è possibile mettere a confronto un roster che ha come perno la Desi Hit Squad, i The North, i The Rascalz, la oVe e i The Deaners contro un roster che dispone di Young Bucks, SCU, Best Friends, Private Party, Lucha Brothers, PnP e molti altri ancora? Evito volutamente di fare un raffronto tra i singoli per evitare un bagno di sangue talmente impetuoso equivalente a colpire la Croce Rossa con lo snap di Thanos.

Tra addii e scelte folli, IMPACT! Wrestling ha troppi punti deboli

D’altronde, IMPACT! è da sempre abituata a lottatori che puntualmente abbandonano la compagnia per approdare spesso in WWE. Una lista così lunga in cui ci limiteremo ad elencare casi come EC3, Eric Young e Bobby Roode, diamanti splendenti finiti poi nelle mani dei McMahon appena il vento era favorevole. Che sia solo una questione di denaro? Non credo. Molti lottatori hanno dato l’anima alla compagnia prima di abbandonarla definitivamente, segno lodevole e di una fedeltà verso un progetto che vedeva l’allora TNA come la nuova WCW a livello di status ma che è crollato miseramente.

Come se non bastasse, oltre al danno ci si mette pure la follia. Qualcuno è in grado di esplicare il senso di incoronare Sami Callihan campione massimo per poi dare il titolo a Tessa Blanchard? Che questa sia stata una decisione di puro marketing è lampante ma siamo sicuri che abbia aiutato nel recupero di una credibilità e di un blasone che mancano come l’acqua nel deserto? Ad onor del vero, ed è questo il fatto più preoccupante, Tessa Blanchard è attualmente l’atleta di IMPACT! con il più elevato star power giustificando così un passaggio tra “le fila degli uomini”. Come tale decisione sia stata realmente percepita dal resto del roster è alquanto difficile da sapere.

C’è qualche speranza? A quanto pare sì.

Sia chiaro, non è tutto da buttare. La divisione Knockouts è indubbiamente in grado di offrire qualcosa di ottimo grazie ad un giusto mix di talenti e veterani avendo nomi quali Tessa Blanchard, Taya Valkyrie, Madison Rayne, Rosemary, Jordynne Grace, Kiera Hogan, Su Yung e Tenille Dashwood ma è palese che le ragazze non possono reggere un intero show sulle loro spalle. Ed è forse proprio questo il vantaggio di una divisione che comparata con quella femminile della già citata AEW è assai più rodata, interessante e performante: il connubio perfetto tra veterani, nuovi talenti e figure d’esperienza.

Possibile che ad IMPACT! non siano in grado di ottenere un minimo di stabilità seguendo questo profilo vincente? Ammetto che sarei felice di dovermi ricredere tra qualche anno riconoscendo di aver parlato troppo presto. Magari assisteremo all’ascesa di futuri campioni o leggende della disciplina ma al momento la vedo assai dura.

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