The Elite, il boia della discordia

The Elite, il boia della discordia

Cronistoria del gruppo di comando della AEW e dei suoi problemi interni, tra amicizia e rancori personali

Ultimo aggiornamento:

La mente dietro la lucente nuova realtà della AEW è sicuramente quella dell’Elite

Il gruppo nato in Giappone come sottofazione del BULLET CLUB comprendeva inizialmente i soli Kenny Omega e gli Young Bucks per poi espandersi sempre di più includendo prima Cody Rhodes e solo in un secondo momento Adam Page.

Quello che a livello lavorativo -off screen- appare un gruppo coeso, che contribuisce ad una sempre più rapida crescita della compagnia dal punto di vista sia economico che di espansione geografica della distribuzione, davanti alle telecamere si mostra in realtà non sempre così unito.

Queste incomprensioni sono diventate uno dei punti focali delle splendide puntate di Dynamite che la AEW settimanalmente propone.

Il forte contrasto che anima il gruppo è quello che vede Kenny Omega esattamente tra due fuochi: il suo compagno di coppia Adam Page da un lato, Matt e Nick Jackson, gli Young Bucks, dall’altro

Facendo un piccolo passo indietro le prime vere incomprensioni tra le due parti nacquero al seguito di un fatal 4-way match (che garantiva un futuro match titolato contro gli allora campioni SCU) della puntata del 15 gennaio di Dynamite, nel quale “The Hangman” e Omega riuscirono ad imporsi su Santana & Ortiz, i Best Friends e proprio gli amici Young Bucks.

Al termine della contesa Matt e Nick sembrarono molto innervositi per l’esito dell’incontro e la cosa provocò molto fastidio ad Adam Page il quale non le mandò a dire ai due fratelli.

Le scintille furono placate da Kenny, il quale riportò un’apparente calma con i quattro che festeggiarono poi insieme al centro del ring.

Nella successiva puntata di Dynamite i due primi sfidanti (Kenny e Page ndr) conquistarono i titoli di coppia ponendo di fatto un target sulle loro spalle, in qualità di campioni in carica.

La settimana seguente al termine del match tra gli Young Bucks e The Butcher & The Blade -vinto dai primi- The Butcher, incitato da MJF, tornò sul ring per attaccare brutalmente i fratelli Jackson, ma in loro soccorso giunse prima Kenny Omega e poi, con un leggero ritardo rispetto al tag team partner, anche Page, il quale comicamente chiese a Matt di mantenergli la birra, per poi connettere con il “Buckshot Lariat” ai danni di The Blade, lasciando i tre compagni dell’Elite a festeggiare da soli sul ring.

Il livello di tensione stava rapidamente salendo verso livelli pericolosi, Adam Page si sentiva di fatto un membro di serie B rispetto ai compagni, come se non facesse realmente parte del gruppo.

Nell’episodio susseguente di Dynamite, del 5 febbraio, in un 8-men tag team match Omega, Page e gli Young Bucks persero contro il team composto dai Lucha Bros e The Butcher & The Blade, generando un fortissimo momento di attrito; non fu però la sconfitta in sé il problema ma la scelta di “The Hangman” di non cedere il cambio ad uno tra Matt e Nick, nonostante si trovasse in una situazione di grande difficoltà al centro del quadrato.

Nel post match le parti discussero molto animatamente con in particolare Matt Jackson che fece notare, non proprio con grande calma, al compagno l’errore che di tutta risposta replicò; ancora una volta le parti furono calmate dal canadese, ma ormai si era arrivati ad un punto di non ritorno.

Nella puntata di Dynamite del 19 febbraio gli Young Bucks vinsero una Battle Royal che garantì loro un match per i titoli di coppia a AEW Revolution.

La coesione del gruppo stava per esser messa a dura prova: Adam Page e gli Young Bucks potevano finalmente risolvere le questioni personali, e Kenny si trovava dunque a dover fronteggiare i suoi due amici fraterni pur di difendere la propria cintura.

Ma il business è il business e quando ci sei dentro puoi solo accettare gli scherzi che il destino ti mette davanti.

A gettare altra benzina sul fuoco, a pochi giorni da Revolution, Jim Ross tenne un’intervista ad entrambi i team; dopo un’iniziale calma fondata sul rimarcare l’amicizia fortissima che lega i quattro, “The Hangman” attaccò i “Bucks” rei di avergli non solo negato la possibilità di uscire dall’Elite mesi fa, ma anche di aver rallentato la sua crescita professionale.

La risposta di Nick Jackson fu durissima: affermò infatti che Adam Page era soltanto un jobber in ROH ed erano stati loro a farlo diventare una star mondiale inserendolo nel “BULLET CLUB”.

Page infastidito dichiarò che loro volevano soltanto portargli via la cosa più importante conquistata nella sua carriera e lasciò l’intervista per andare a riempire il bicchiere ormai vuoto, con Kenny per l’ennesima volta costretto a calmare gli animi dichiarando come il desiderio dei fratelli Jackson fosse assolutamente legittimo e legato semplicemente ad una sana competizione.

Finalmente si giunse alla resa dei conti, la battaglia tanto attesa

AEW Revolution, “Wintrust Arena”, Chicago, Illinois, ovviamente SOLD OUT.

Il match è stato già ampiamente descritto su queste pagine, un assoluto capolavoro sia per wrestling lottato che di psicologia interna portata avanti da una narrazione coerente e addirittura inaspettatamente mutata nel corso dell’incontro.

La storia sembrava profilarsi verso un graduale turn heel di “The Hangman”, seguito magari dalla sconfitta e perdita dei titoli, ma durante il match si assistette a qualcosa che riuscì ad andare oltre ogni banale considerazione o previsione.

I momenti di massima tensione furono sicuramente lo sputo di Page a Matt Jackson, il quale aveva pacificamente teso la mano al rivale, e un violentissimo piledriver di Matt ad Adam sulla rampa d’ingresso, una mossa estrema che andava ben oltre la volontà di conquistare i titoli, che portò i fratelli ad essere incredibilmente fischiati.

Gli Young Bucks durante il match mutarono la loro solita attitude face, in un atteggiamento quasi heel, mentre al contrario Page guadagnò sempre più l’empatia e il tifo del pubblico.

Un climax ascendente di emozioni portò all’incredibile comeback del “boia” che chiuse il match con la sua classica “Buckshot Lariat” ai danni, neanche a dirlo, del più giovane dei fratelli.

Il post match fu molto teso con i Jackson che invitarono Adam a unirsi a loro al centro del ring, ma Page rifiutò per tornare abbracciato al suo compagno di coppia negli spogliatoi.

Senza neanche un attimo di respiro una nuova sfida immediatamente si profilò di fronte all’Elite, poiché nella speciale puntata di Dynamite di “Blood and Guts” (inizialmente prevista per il 25 Marzo ma poi rimandata a data da destinarsi causa Covid-19) avrebbero infatti dovuto affrontare l’altro gruppo al vertice della All Elite Wrestling, l’Inner Circle, capeggiato da “Le Champion” Chris Jericho.

Ma i problemi interni dell’Elite sembrano tutt’altro che risolti

A dimostrazione di ciò nella puntata dell’11 Marzo in soccorso di Adam Page che stava per essere brutalizzato da Santana, Ortiz e Jake Hager, accorse inaspettatamente Matt Jackson che dopo aver apparentemente fatto piazza pulita dei nemici finì faccia a faccia con “The Hangman” al quale mostrò un bel dito medio!!!

Sintomo che il bene del gruppo è sicuramente al primo posto ma i contrasti personali sono ancora vivi e molto, molto bollenti.

La distrazione fu però fatale e permise all’Inner Circle di ribaltare nuovamente la situazione e chiudere la serata con i loro festeggiamenti.

Una situazione ancora in pieno sviluppo ma in procinto di scoppiare da un momento all’altro, una storia raccontata senza fretta e con i giusti dettagli.

Un piccolo gioiello targato All Elite Wrestling, in spasmodica attesa di ogni possibile nuovo sviluppo.

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