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ALL IN PER LA STORIA

ALL IN
Amigos di The Shield Of Wrestling ci siamo, il più grande evento nella storia del wrestling indipendente dista una manciata di giorni e tutti i fan del globo si chiedono se ALL IN rispetterà le attese.

Oggi non ci soffermeremo sulla card dello show, non analizzeremo da un punto di vista tecnico quello che andremo a vedere, piuttosto cercheremo di capire come ALL IN sconvolgerà le dinamiche del business e contestualizzeremo l’importanza assunta da questa kermesse.

IL MANIFESTO DEL WRESTLING INDY

Partirei subito da un dato significativo: 10000 (diecimila!) posti a sedere esauriti in meno di mezz’ora. Vi rendete conto di cosa stiamo parlando? Cody e gli Young Bucks, da soli, hanno letteralmente riempito un palazzetto, un’ arena che sarà colma di appassionati di wrestling consapevoli di assistere ad un vero e proprio spettacolo: il manifesto del wrestling Indy.

CHI GUARDERÀ ALL IN?

Sì può dire senza problemi che ALL IN rappresenta tutto quel movimento stufo marcio dalle politiche intraprese dalla ‘E, un pubblico composto sia da giovani fan vogliosi di vedere del wrestling diverso sia dai nostalgici non tanto avvezzi al TVPG.

TORNA LA GUERRA

Difatti con ALL IN torna la guerra. Ma la guerra vera, quella che si combatte centesimo su centesimo, quella che ti porta ad organizzare eventi come il G1 Supercard nel leggendario Madison Square Garden, la stessa sera di TakeOver: Brooklyn nel weekend di WrestleMania. Personalmente ritengo che Cody & Co. siano stati perfetti nelle tempistiche capendo che se vogliono mettere in difficoltà il Gigante devono agire subito concretamente. Non bastano più i video sul tubo o le invasioni fittizie; organizzare eventi togliendo incassi alla federazione principale al mondo è l’unico modo per impensierirla.

LO SPETTACOLO A CHICAGO

Organizzare un evento di tale importanza nell’ Illinois, una delle patrie del wrestling, è un’ ulteriore mossa vincente. Perché dico questo? Innanzitutto per il calore del pubblico, poi perché sappiamo del vantaggio acquisito con determinate politiche di marketing. Tutto parte dal fatto che Chicago è la città natale di CM Punk, così che vari siti hanno cominciato a ricamarci sopra alludendo ad un fantomatico ritorno. Tuttavia i membri del Bullet Club non hanno mai smentito la presenza o meno di determinati nomi alimentando l’hype fino al punto in cui ci si chiede quante sorprese ci saranno; King Neville fra queste.

FRA RINNOVI DI CONTRATTO, SOLDI ED IDEALI

Non è tutto (L)oro quel che luccica. ALL IN sarà costellato di talenti provenienti dalla Ring Of Honor, dalla NJPW ma anche da Impact e Lucha Underground. Le suddette compagnie hanno prestato i propri wrestler di buon grado, accrescendo lo Star Power dell’evento. Eppure, molti di questi talenti sono in scadenza di contratto o ne hanno uno senza esclusive. Alcuni fra i wrestler migliori del pianeta come Kenny Omega o Pentagon Jr sono da tempo nei radar di Stamford ed è per questo che dopo ALL IN ci si può aspettare di tutto. Se da un lato ci sono Cody ed i Bucks che hanno smentito più volte un passaggio alla concorrenza (ormai così si può chiamare) in nome delle proprie libertà, dall’altra parte ci sono The Cleaner, Marty Scurll e lo stesso Pentagon che prima o poi sanno di doversi confrontarsi in una realtà diversa per consacrarsi.

CONCLUSIONI

ALL IN è senz’ombra di dubbio storia di questa disciplina. Pensare che uno show di questa caratura possa essere prodotto, bookato e organizzato da pochi wrestler è sensazionale. Siamo davanti ad un ritorno al passato, si delegittima la forza delle federazioni e si aumenta il potere decisionale degli atleti. Un modo nuovo di fare wrestling che premia la qualità e non la quantità di soldi.

Un ALL IN vincente, in tutto e per tutto.

Io vi saluto e vi do appuntamento alla prossima, sempre qui su TSOW

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Written by Lorenzo Spagnoli

Fan di Wrestling dal 2007, la passione per questa disciplina è alla pari di quella per il Napoli e per Roger Federer. Nella vita si definisce Sarrista integralista, su The Shield Of Wrestling si occupa del report di Impact e conduce What's Next insieme al direttore

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