Ieri è andato in onda il podcast ” Talk Is Jericho” con ospite Daniel Bryan. Nella loro lunga chiacchierata Bryan ha avuto modo di esprimersi su diversi argomenti, partendo dal suo ritiro forzato fino al suo ritorno nel ring.

In particolare si è espresso sulla sua posizione da GM di SmackDown, e di come non fosse stata una sua scelta ma un obbligo da parte della WWE. Qui di seguito vi riportiamo alcuni estratti del Podcast:

Proprio quando stavo iniziando ad accettare l’idea di non poter più lottare, mi fecero tornare con il ruolo di GM. Dovevo essere presente ogni settimana, fare giornalmente tanti Km di viaggio per poi starmene seduto nel backstage. Mi faceva stare male, mi sentivo fuori posto. Lo so, molte persone fanno un lavoro che odiano per guadagnare meno di quanto guadagnassi io, ma non riuscivo a togliermi dalla testa il pensiero di odiare quella posizione.

Ho letteralmente odiato ogni giorno passato al lavoro. Ogni volta che filmavamo un segmento facevo pressioni per finire il prima possibile, in modo da poter lasciare al più presto l’arena. É a quel punto che realizzai che non avevo più intenzione di rimanere in WWE una volta finito il contratto se non mi avessero fatto ritornare sul ring.

Ha poi continuato a parlare della sua esperienza con i medici con i quali ha combattuto per 2 anni prima di ricevere il via per tornare in azione. Allo stato attuale Daniel Bryan si sottopone di sua spontanea volontà ad una visita medica dopo ogni suo match:

Questa era la mia proposta: dopo ogni match vado nella stanza dei trainer a farmi controllare. Se non lo faccio, mi prendo una multa. Quindi ora appena finito l’incontro torno subito nel backstage dritto dai medici. Non mi fermo neanche per ringraziare.

Mi controllano le funzioni neurologiche di base. Anche per loro è qualcosa di nuovo un controllo così frequente, quindi stiamo ancora preparando tutti gli aspetti.

Finita la parentesi sui controlli medici, Bryan ha poi parlato del suo cambiamento di stile da combattimento, rendendolo più sicuro guardando e studiando molti match di lucha libre risalenti agli anni 80.

Ha infine esposto le opzioni che aveva considerato in caso di mancato ritorno:

volevo andare in New Japan , RoH e CMLL. Avevo fatto anche qualche considerazione sul Messico, mi piaceva l’idea di fare qualcosa come un Mask vs Mask o un Hair vs Hair.

Il Bullet Club sta andando alla grande, ma hanno bisogno di un avversario, qualcuno che faccia crescere l’interesse e gli introiti e portare il Wrestling indipendente ad un livello superiore. Pensavo fosse un ottima idea, ma poi sei arrivato tu (riferendosi a Jericho) e quindi pensai che magari avremmo potuto fare qualcosa insieme sul lungo termine.“

Faccio wrestling non per essere il migliore , il beniamino della folla. Lo faccio perché amo farlo, soprattutto adesso che so cosa significa perdere tutto e non poterlo più praticare.