Sembra che stia cambiando qualcosa negli show di RAW & SmackDown con l’avvento di Paul Heyman e Eric Bischoff nel team creativo.

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Il punto di partenza: Summerslam 2019

Inizierò l’analisi degli eventi dall’ultimo PPV della WWE, in quanto si è dimostrato un importante crocevia per RAW e SmackDown. Dopo un inizio non esaltante, Paul Heyman e Eric Bischoff hanno iniziato a costruire qualcosa di rilevante proprio dall’evento più caldo dell’estate. Dopo un regno decisamente dimenticabile, Seth Rollins ha riconquistato la cintura nel modo in cui avrebbe dovuto farlo in quel di WrestleMania. Il fatto di aver resettato in un certo senso la narrativa per riproporre l’ascesa del face da vero stakanovista contro la bestia a mio avviso è stata azzeccata. Seth Rollins esce completamente rigenerato dalla contesa, dopo un ottimo match, con uno status altissimo e tutto il pubblico dalla sua parte.

RAW e SmackDown

Per quanto riguarda lo show rosso è proprio Rollins il punto di partenza. La faida con Strowman è funzionale e crea interessa su quali possibile pieghe possa prendere. Giusto anche utilizzare i titoli di coppia, che vengono da uno dei peggiori periodi possibili, per creare uno sbocco narrativo. Anche mantenere l’OC in quel giro, essendo gli heel della situazione, è intelligente. Il ritorno di Sasha Banks è stato sicuramente di impatto e provvidenziale è stato l’ingresso di Bayley nella faida con Becky Lynch.

Per quanto riguarda lo show blu è la storyline dell’aggressore di Roman Reigns a tenere banco. Ha avuto sicuramente segmenti discutibili, il primo dell’aggressione in sede di intervista, fatto malissimo e il penultimo che è stato totalmente in antitesi con la storia dei due Rowan. In linea generale però è una faida che crea interesse e nell’ultimo segmento c’è stata una svolta non indifferente. Molto funzionali pure i ruoli di Daniel Bryan, Samoa Joe, indiziato principale per i suoi passati screzi, e Buddy Murphy, dalla quale faida ha avuto un beneficio indiretto.

King Of The Ring 

Per quanto mi abbia fatto storcere il naso l’uscita dal torneo di molti nomi di RAW e SmackDown che avrebbero potuto vincere, sembra che il tutto vada su una finale tra Samoa Joe e Chad Gable. E’ una finale che dal punto di vista narrativo sarebbe perfetta e figlia di un booking meticoloso. Chad Gable è stato vittima dello schernimento di tutti i suoi avversari, in ordine Shelton Benjamin e Andrade, vincendo anche in maniera fortunosa, creando empatia nello spettatore. Dall’alto lato, contrapponendogli Samoa Joe, il Golia per eccellenza, venuto apposta da RAW per schernirlo, si costituirebbe un ottimo scontro da boss finale. Ogni altra scelta sarebbe poco giustificata, a mio avviso.

Qualità dei match.

Con un Torneo che va verso una direzione definita, uno dei miglioramenti principali sta nella qualità dei match che vengono proposti. Senza citare i match di Summerslam, nelle puntate settimanali ci sono stati i seguenti match degni di nota:

  • Cedric Alexander vs Drew McIntyre, che ha visto un gradevole styles clash con una favolosa Claymore finale, sellata divinamente dall’ex volto di 205 Live.
  • Drew McIntyre vs Ricochet, che sulla falsa riga del precedente incontro è stato un match che ha visto però il face vincere in maniera molto credibile.
  • Buddy Murphy vs Roman Reigns, il match di esordio nello show blu del Best Kept Secret è sicuramente il gioiellino del mese: match di grande intensità che ha fatto apparire Murphy come un fuoriclasse e che ha visto il miglior Reigns dal suo rientro.
  • Buddy Murphy vs Daniel Bryan, diverso rispetto al precedente, dall’impronta più statica e tecnica, ma comunque godibile
  • Ali vs Buddy Murphy
  • Ali vs Elias
  • Andrade vs Chad Gable

La qualità dei match si è sicuramente alzata tra RAW e SmackDown ed è la figura di Buddy Murphy che è prepotentemente emersa. Infatti, l’australiano ha praticamente rubato la scena per tre settimane di seguito, riuscendo a prendere l’interesse nel pubblico, che ha giustamente comportato il suo turn face.

Considerazione conclusive

Non risparmio mai le critiche a RAW e SmackDown, sopratutto nelle mie Pipebomb, editoriale che curo qui su The Shield of Wrestling. In questo mese c’è il germoglio di una narrativa lineare, che sembra avere una direzione, dopo tanto tempo di scelte totalmente casuali. Non sono mancate comunque scelte discutibili, come quella di usare Sami Zayn come hype man di Shinsuke Nakamura, ma il bilancio è sicuramente positivo. Niente di quanto detto finora è stato memorabile, ma dà giuste speranze per il futuro, dato che un booking eccellente è il risultato di una politica di piccoli passi. La sfida più grande che Paul Heyman e Eric Bischoff devono affrontare è però quella di gestire i roster di RAW e SmackDown che emanano talento da tutti i pori. E’ il momento che chi ha avuto troppo torni nelle retrovie e chi veramente merita abbia la possibilità di emergere. Drew McIntyre, Cedric Alexander, Ali, Andrade, Cesaro, Sami Zayn: i nomi su cui puntare sono tanti.

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