Ultimate Warrior: il recap dell'episodio di Dark Side of the Ring

Ultimate Warrior: il recap dell’episodio di Dark Side of the Ring

Il quarto episodio di Dark Side of the Ring ha trattato delle maggiori controversi legate ad Ultimate Warrior

Dark Side of the Ring fa il suo ritorno anche questa settimana, pronto a raccontarci altre vicende controverse del mondo del wrestling. Dopo gli episodi su Brian Pillman, Nick GageCollision in Korea, il quarto episodio tratta invece delle vicende più controverse legate alla persona di Ultimate Warrior, o meglio di Jim Hellwig. Tra gli ospiti di questa puntata figurano Eric Bischoff, Jim Ross, Jim Cornette, Jake “The Snake” Roberts e l’ex-moglie Shari Lynn Tyree, i quali hanno raccontato e commentato le loro esperienze personali ed i loro pareri sull’atleta. Ma adesso entriamo più nel dettaglio e scopriamo gli aneddoti più curiosi dell’ultimo episodio della serie documentari su VICE TV.

Ultimate Warrior: cosa è venuto fuori dall’episodio di Dark Side of the Ring?

1- la “nascita del guerriero”

Il nome dell’episodio è “Becoming Warrior” ma ciò non è lasciato al caso. L’ex-moglie Shari ci racconta di come Warrior entrò nel mondo del wrestling, ma non prima di aver ricordato di come in origine l’atleta avesse come passione a cui dedicava molto tempo fosse il bodybuilding. Dopo che l’allora Jim Hellwig conobbe Steve Borden, che negli anni a venire divenne noto come Sting, fu convinto da quest’ultimo a tentare la strada del wrestling formando con il futuro The Icon un tag team in UWF, dapprima noti come Freedom Fighters ed in seguito come Blade Runners.

Successivamente i due si separarono, con Sting che decise di allenarsi per migliorare come performer mentre Warrior credeva di poter ottenere successo unicamente con il carisma e l’aspetto. Fu così che nacque la genesi del suo personaggio, all’epoca noto come Dingo Warrior, che riuscì a catturare l’attenzione di Vince McMahon nonostante le carenti abilità nel ring, sopperite dal tipo di personaggio che il presidente dell’allora World Wrestling Federation cercava.

2- le parole dell’ex-moglie

E, avendola nominata in precedenza, vale la pena parlare di ciò che l’ex-moglie Shari ha raccontato sulla vita privata dell’atleta, essendo stati sposati per 9 anni. Warrior le confidò di come egli stesso temesse per la sua salute, dato che sia i nonni che il padre morirono a 50 anni, lasciandole intendere di essere motivato nel perseguire i suoi obbiettivi.

Shari ha anche raccontato il modo in cui “ha perso l’allora marito”, scoprendo che egli l’aveva tradita con diverse donne durante i vari tour della WWF per poi riferire a Warrior che, quando sarebbe tornato a casa, avrebbe ricevuto le carte per il divorzio.

I due si incontrarono nuovamente diversi anni dopo in una palestra in Arizona dove, nonostante la tensione iniziale, Warrior si scusò con Shari per averla fatta soffrire e la ringraziò per essere stata un’ottima moglie.

3- il disprezzo dei colleghi nel dietro le quinte

Warrior non è mai stato particolarmente amato da colleghi e personalità della World Wrestling Federation. Jim Cornette, ad esempio, ha ammesso candidamente che non gli piaceva affatto Warrior e dello stesso avviso era anche Bobby “The Brain” Heenan, ma molto particolare è la vicenda con protagonista Jake “The Snake” Roberts. Il manager di Lance Archer, pur non avendo una particolare stima per il collega, non vedeva comunque l’ora di affrontarlo in quel di SummerSlam 1991, ma Vince McMahon gli disse che avrebbe dovuto prima chiedere il permesso a Warrior.

Per una serie di ragioni, però, tale scontro non è mai avvenuto e ciò portò Roberts ad odiare Warrior e tale odio si intensificò anche quando il collega decise di andarsene dalla federazione a causa di dispute contrattuali e di soldi.

4- l’addio ed il ritorno in WWF

Parliamo anche delle già citate dispute contrattuali tra Ultimate Warrior e la WWF. Cornette ha letto la famosa lettera scritta da Vince McMahon per rimettere essenzialmente Warrior al suo posto, la stessa dove il Chairman disse a Warrior di “sentirsi una leggenda unicamente nella sua testa” biasimando l’egocentrismo dell’atleta e a cui fece seguito anche la sospensione di 18 mesi del 1992.

Quattro anni più tardi, nel 1996, McMahon decise di riassumere Warrior e Jim Ross, presente al momento della riassunzione dell’atleta, ha raccontato che Warrior non era cambiato minimamente in quattro anni date le pretese dell’ex-WWF Champion, affermando che tutto ciò gli sembrava soltanto una perdita di tempo.

Arriviamo all’incontro di WrestleMania XII tra Warrior e Triple H, all’epoca ancora noto come Hunter Hearst Helmsley, con Cornette che ha affermato di come tale incontro abbia seppellito non poco il futuro COO e di come, nonostante il pubblico abbia reagito bene, la cosa sarebbe durata per poco perché il business era cambiato.

6- le dichiarazioni controverse

Dopo essersi ritirato Warrior iniziò una carriera come motivational speaker, ma questo punto della storia tocca degli eccessi nel senso più negativo del termine. Infatti, in questo periodo, Warrior si lasciò andare a delle dichiarazioni di stampo estremamente conservatore, come ad esempio il suo essere contrario ai matrimoni omosessuali o il definire i bambini afro-americani alla stregua di selvaggi con epiteti molto denigratori. Cornette, commentando tali dichiarazioni al limite dell’assurdo, non ha mai capito il motivo per esternare tale odio ed ignoranza.

7- la redenzione finale

Facciamo un salto temporale al 2014, annata che vide l’introduzione di Warrior nella WWE Hall of Fame di quell’annata. Nel dietro le quinte della cerimonia, Jake Roberts aveva ancora un conto in sospeso con Warrior ed aveva intenzioni ben poco gentili nei suoi confronti. Warrior, tuttavia, lo fermò e si scusò con lui per il torto fattogli nel ’91 e Roberts, ritenendo le scuse dell’ex-collega sincere, decise di perdonarlo.

Così si conclude l’episodio di Dark Side of the Ring dedicato ad Ultimate Warrior, la cui storia è stata contornata da periodi, comportamenti e dichiarazioni molto poco condivisibili ed estremamente controversi ma che, ciononostante, rendono ancora più emblematica la figura dell’atleta nel bene e nel male.

Restate connessi con The Shield of Wrestling per il recap anche della prossima puntata del documentario su VICE TV, che parlerà di Aurelian “Grizzly” Smith.

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