Il trionfo del wrestling comedy
Il trionfo del wrestling comedy

Il trionfo del wrestling comedy

Osare ogni tanto paga

Maggio è stato senza mezzi termini il trionfo del wrestling comedy: le due principali compagnie americane di pro-wrestling, la WWE e la AEW, hanno proposto come rispettivi main event dei due PPV andati in onda questo mese, due incontri simili nel concetto ma leggermente diversi nella realizzazione.

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Due unicum nella decennale storia del wrestling-TV, che sono stati accolti per lo più con favore dall’esigente critica, non sempre propensa ad accettare cambiamenti così radicali.

Money In The Bank Ladder Match

Andiamo in ordine temporale, analizzando il primo incontro dei due.

Con alle spalle due precedenti cinematografici illustri, frutti della Wrestlemania troppo grande per una notte sola, il WWE Cinematic Universe ha continuato per la sua strada osando nel rivoluzionare il leggendario format di uno dei match più amati e attesi dall’anno, il Money In The Bank Ladder Match.

La WWE, va ampiamente ammesso, ha preso la pandemia, e gli eventuali problemi che essa comporta, come una sorta di periodo di esperimento, nel quale azzardare scelte che, nella normalità delle cose, sarebbero risultate impossibili da mettere in pratica.

Se del Boneyard Match e del FireFly Funhouse Match non avevamo pressoché dettagli sulla loro concezione, almeno di questo atipico Money In The Bank Ladder Match sapevamo già grossomodo cosa aspettarci. Le regole erano semplici: si parte tutti insieme, uomini e donne, dalla lobby del quartier generale della WWE per arrivare sin su in cima dove sarà presente un classico ring con le scale e due valigette appese, ognuna per la sua categoria.

L’incontro nella sua mezzora vola via velocemente, tanti momenti divertenti, dalle scene più becere di comicità spiccia da cinepanettone, con cadute su pavimenti bagnati e guerra del cibo, alle scene più elaborate come Dana Brooke che sbaglia valigetta o AJ Styles e Daniel Bryan che entrano nel leggendario ufficio del Signor McMahon, svelando una volta per tutta l’arcano del teschio di dinosauro, realmente appeso al muro del chairman. Nel mentre non mancano richiami storici, la paura di AJ dell’Undertaker e alcune piacevoli comparse.

I deliranti spot volano via uno dopo l’altro, fin quando alcuni atleti arrivano sulla cima del quartier generale, ed è qui che inizia, seppur per pochi minuti, la cosa più simile ad un tradizionale Ladder Match, non prima della visione del tentato omicidio di Corbin ai danni dei malcapitati Rey Mysterio e Aleister Black.

Un tripudio di illogicità poi la litigata in cima alla scala tra lo stesso assassino reale e Asuka, con il risultato che la nipponica premia la stupidità del Re, buttandolo per terra con un calcio, andando a staccare la valigetta, che sappiamo tutti cosa le sia veramente valso. Un peccato per il direttore che ci era andato davvero vicino col pronostico.

AJ Styles sembra essere l’uomo più vicino alla vittoria per i maschietti ma le sue non proprio fenomenali mani lo tradiscono consegnando la valigetta ad Otis, incapacitato a salire sulla scala visto l’enorme peso.

Il match termina dopo minuti di divertimento e leggerezza, con un finale ancora non accettato da tutti, ma che è innegabilmente figlio dell’intero match.

Tralasciando la bontà della scelta, che non discuteremo oggi, i due vincitori non risultano essere casuali: l’incontro è un tripudio di wrestling comedy e i due vincenti sono esattamente i due wrestler con l’impronta più comedy nel personaggio.

Asuka con i suoi balletti surreali e le sue imprecazioni intraducibili è risultata essere uno dei personaggi di maggior interesse nelle scialbe puntate senza pubblico degli ultimi mesi, il suo palmares e le sue abilità parlano per lei, la giapponese ha lo status per essere una campionessa credibile, in modo da non far rimpiangere The Mom Becky Lynch.

Uno status che al contrario evidentemente dovrà costruirsi il buon Otis, per risultare almeno credibile come potenziale campione, indipendentemente dalla riuscita o meno dell’incasso. Otis è innegabilmente un personaggio che piace, che diverte il pubblico, un atleta che ha curato e incrementato maggiormente il suo lato comedy, nonostante un background nella lotta greco-romana invidiabile. Ma è solo grazie allo sviluppo di questo suo lato divertente che è riuscito a scalare le gerarchie ottenendo diverse vittorie interessanti come mid carder. Un successo non casuale dunque, ma il rischio che si sia fatto il passo più lungo della gamba è dietro l’angolo.

Stadium Stampede Match

La All Elite ci aveva già dato prova qualche settimana prima di poter proporre del buon wrestling comedy, in una puntata di Dynamite in cui Jericho e Sammy Guevara fronteggiarono Kenny Omega e Matt Hardy, ma il main event della seconda edizione di Double or Nothing è stata una pietra miliare del genere.

Complice uno star power clamoroso all’interno dell’incontro, le due squadre hanno lavorato bene proponendo segmenti spassosi e difficilmente noiosi nei suoi quasi 40 minuti. L’ingresso di Page a cavallo, quasi come un eroe medievale venuto a salvare i propri compagni, nonostante i sempre vivi dissapori, è solo il preludio allo spettacolo a cui avremmo assistito.

Voli incredibili dei Jackson, Matt Hardy che tra un affogamento e l’altro ci mostra alcune delle versioni della sua carriera, Omega e Page che festeggiano brindando, chi col whisky chi col latte dopo aver fracassato qualche bottiglia in testa a Hager, il touchdown di Matt, la richiesta di moviola di un non convinto Jericho e il ritorno di un evoluto Vanguard 1 sono solo alcuni dei momenti più divertenti e iconici di questo epico clash tra le due stable più dominanti della federazione di Jacksonville.

Un incontro che ha chiuso nell’euforia e nel divertimento una serata positiva seppur non perfetta per la AEW.

Il trionfo

Questo è un periodo difficile per milioni di persone nel mondo e seppur resto dell’idea che la pausa forse sarebbe stata la decisione più giusta a livello etico, questa volta, indipendentemente da ogni altro discorso, la WWE e la AEW vanno solo applaudite.

Questo osare nel proporre qualcosa che va oltre i classici cliché chiudendo due buone serate di wrestling nel modo più leggero e spensierato possibile ci ha permesso, come non accadeva da tempo, di immergerci nella magia di questo sport-spettacolo, come fossimo ancora bambini.

E da fan innamorato di questa disciplina sono riuscito a farmi coinvolgere appieno dalle contese, andando oltre ogni pregiudizio, ridendo ad ogni spot assurdo o scena stupida.

Per i fan rigidi che amano solo un tipo di wrestling, non temete, torneranno i grandi match 1 contro 1, in pieno stile puroresu, ma nel mentre, in un periodo così difficile ho apprezzato, e ora anche sostenuto, le scelte di queste due federazioni, delle scelte che ci hanno permesso di distrarci dai problemi che ci tormentano da mesi.

Maggio 2020, senza ombra di dubbio il trionfo del wrestling comedy.

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